Le borse europee restano deboli nel pomeriggio mentre gli investitori continuano a monitorare l’escalation geopolitica in Medio Oriente e il forte rialzo delle materie prime energetiche.
Intorno alle 16:00 italiane, i principali listini del continente si muovono in territorio negativo:
- DAX tedesco: circa -1,0%
- CAC 40 francese: circa -1,3%
- FTSE 100 londinese: circa -1,3%
Anche Piazza Affari resta debole, con il FTSE MIB che oscilla intorno ai 45.800 punti, dopo aver aperto la giornata poco sopra i 45.700 punti.
Il mercato europeo continua quindi a muoversi con cautela dopo una settimana particolarmente volatile, che potrebbe chiudersi come la peggiore degli ultimi mesi per molti listini del continente.

Petrolio ancora protagonista
Uno dei principali driver di mercato resta il forte movimento delle materie prime energetiche.
Il Brent è salito fino a circa 90 dollari al barile, vicino ai massimi degli ultimi due anni, mentre il WTI si muove intorno agli 88 dollari.
Il rialzo del petrolio è legato soprattutto alle tensioni geopolitiche nel Golfo Persico e ai timori per eventuali interruzioni delle forniture energetiche, in particolare attraverso lo Stretto di Hormuz, uno dei punti chiave per il trasporto globale di greggio.
L’aumento dei prezzi dell’energia sta riaccendendo anche le preoccupazioni sull’inflazione, che potrebbe rendere più complesso il lavoro delle banche centrali nei prossimi mesi.
Volatilità in aumento
Parallelamente al movimento del petrolio si osserva anche un ritorno della volatilità.
Il VIX, indice che misura la volatilità implicita sull’S&P 500, si mantiene su livelli elevati rispetto alle settimane precedenti, con i futures intorno a 25 punti, segnale di una crescente domanda di coperture da parte degli investitori.
Questo riflette un clima di maggiore incertezza sui mercati globali, in cui gli operatori cercano protezione da possibili movimenti improvvisi degli indici azionari.
Attesa per Wall Street
L’attenzione ora si sposta sull’andamento di Wall Street, che nelle ultime sedute ha mostrato una certa capacità di recupero dopo le correzioni iniziali.
Secondo diversi osservatori di mercato, la chiusura americana potrebbe fornire indicazioni importanti sulla tenuta del trend di breve periodo.
Se il petrolio dovesse continuare a salire o se le tensioni geopolitiche dovessero aumentare ulteriormente, la volatilità potrebbe restare elevata ancora per qualche tempo. In caso contrario, i mercati potrebbero gradualmente stabilizzarsi dopo la fase di shock iniziale.
