I futures americani volano nel pre-market dell’8 aprile 2026. Il Dow Jones guadagna oltre 1.200 punti (+2,6%), l’S&P 500 sale del 2,7% a quota 6.830 e il Nasdaq 100 è il vero protagonista con un balzo del 3,5%. Una seduta che si preannuncia tra le più positive delle ultime settimane, dopo giorni di fortissima tensione geopolitica.

Il cessate il fuoco che ha cambiato tutto

Il catalizzatore principale è arrivato nella tarda serata di ieri, ora americana. Il presidente Trump ha annunciato un cessate il fuoco bilaterale di due settimane con l’Iran, sospendendo la minaccia di colpire infrastrutture civili iraniane pochi minuti prima della scadenza dell’ultimatum fissato per le 20:00 ET. La decisione, secondo quanto dichiarato dallo stesso Trump, sarebbe maturata dopo colloqui con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e il feldmaresciallo Asim Munir.

La parte forse più rilevante per i mercati: Teheran ha accettato di riaprire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, un collo di bottiglia strategico attraverso cui transita oltre il 20% dell’offerta petrolifera mondiale giornaliera. Dalla chiusura dello Stretto, i prezzi dell’energia erano esplosi, mettendo sotto pressione l’economia globale.

Il petrolio crolla: WTI e Brent tornano sotto i 100 dollari

La reazione del mercato petrolifero è stata immediata e violenta. Il WTI è crollato del 16,3%, scendendo a circa 94,55 dollari al barile dopo aver toccato i 117 dollari appena martedì scorso. Il Brent ha perso il 13,8%, attestandosi intorno ai 94-96 dollari. Si tratta probabilmente di uno dei movimenti giornalieri più ampi degli ultimi anni sul mercato del greggio.

Questo crollo potrebbe rappresentare un segnale di sollievo per le banche centrali, in particolare per la Federal Reserve, che nelle ultime settimane aveva segnalato preoccupazione per l’impatto dell’impennata energetica sull’inflazione. Secondo i dati più recenti della Fed di St. Louis, l’indice PCE si aggira attorno al 3%, con i dazi che contribuiscono per circa mezzo punto percentuale. Il rientro dei prezzi del petrolio potrebbe quindi attenuare le pressioni inflazionistiche nei prossimi mesi.

Chip e semiconduttori: Samsung trascina il settore

Oltre alla geopolitica, c’è un secondo motore che alimenta l’ottimismo di Wall Street. Samsung ha pubblicato le stime preliminari per il primo trimestre 2026: utile operativo atteso a 57.200 miliardi di won (circa 37,9 miliardi di dollari), un incremento di oltre otto volte rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. I ricavi sarebbero cresciuti del 68% anno su anno, confermando la forza straordinaria del ciclo dei chip di memoria, trainato dalla domanda legata all’intelligenza artificiale.

SK Hynix ha guadagnato il 3,4% in Asia, mentre Micron (MU) — che resta il principale riferimento a Wall Street per il settore memoria — ha mostrato un rimbalzo nel pre-market dopo un’apertura leggermente negativa. L’analista John Vinh di KeyBanc Capital ha ribadito la resilienza dei prezzi dei chip di memoria e la domanda persistente legata all’infrastruttura AI. Micron è in rialzo del 20% da inizio anno, nonostante tratti ancora circa il 18% sotto i massimi di 461,73 dollari raggiunti a marzo.

Il contesto macro: la Fed resta ferma

Il quadro macroeconomico di fondo rimane complesso. Dopo che a febbraio la Corte Suprema ha stabilito che l’International Emergency Economic Powers Act non autorizzava l’imposizione di dazi, l’amministrazione sta valutando altri strumenti legislativi per innalzare la tariffa media al 12%. Nel frattempo, la Fed mantiene i tassi nel range 3,50%-3,75% e il mercato non prevede tagli prima di dicembre, secondo quanto indicato dal presidente Powell nelle sue ultime dichiarazioni.

Tuttavia, l’economia americana continua a mostrare resilienza: la spesa dei consumatori tiene e gli investimenti aziendali restano solidi. Se il cessate il fuoco dovesse reggere e i prezzi energetici stabilizzarsi, il secondo semestre 2026 potrebbe vedere un graduale ritorno dell’inflazione verso il target del 2%.

Cosa aspettarsi dalla seduta odierna

Con questi presupposti, la seduta di oggi a Wall Street si preannuncia decisamente positiva. I settori più sensibili alla geopolitica — energia, trasporti, compagnie aeree — potrebbero beneficiare in modo significativo dal calo del petrolio. Il comparto tech e semiconduttori dovrebbe continuare a essere sostenuto dai risultati asiatici. Attenzione però alla volatilità: un cessate il fuoco di sole due settimane non risolve le tensioni di fondo, e qualsiasi dichiarazione da Washington o Teheran potrebbe cambiare rapidamente lo scenario.