Il titolo Stellantis perde fino al 10% a Piazza Affari dopo i risultati del primo trimestre 2026. Utile operativo sopra le attese, ma il dato sarebbe stato gonfiato da un rimborso tariffario straordinario. Analisti divisi: Jefferies, Citi e Bernstein parlano di “trimestrale messy”.

Giornata pesante per Stellantis sui mercati europei. Il titolo del gruppo automobilistico guidato da Antonio Filosa ha ceduto fino al 10% in seduta, scambiando attorno a 6,34 euro su Euronext Milan, dopo la pubblicazione dei risultati del primo trimestre 2026 — i primi dati trimestrali completi diffusi dalla casa automobilistica dopo il passaggio dal reporting semestrale a quello trimestrale.

A prima vista, i numeri sembrerebbero raccontare una storia di ripresa. L’utile operativo rettificato (AOI) si è attestato a 960 milioni di euro, con un margine del 2,5%, ben sopra il consensus degli analisti che stimava circa 696 milioni con margine all’1,8%. I ricavi netti sono saliti del 6% a 38,1 miliardi, e il gruppo è tornato in utile netto a 377 milioni, contro la perdita di 387 milioni dell’anno precedente. Il Nord America, area chiave per il rilancio, ha riportato un AOI di 263 milioni con margine all’1,6%, contro la perdita di 542 milioni di un anno fa.

Eppure il mercato ha reagito vendendo. E il motivo, probabilmente, sta nei dettagli.

Il “trucco” del rimborso tariffario IEEPA

Il punto critico riguarda un rimborso tariffario IEEPA da circa 400 milioni di euro contabilizzato all’interno dei conti del Nord America. Secondo l’analisi di Jefferies — che pure mantiene un rating buy sul titolo — depurando il dato dall’effetto straordinario, l’utile operativo rettificato si ridurrebbe a circa 560 milioni con margine all’1,2%, scendendo sotto il consensus.

Ancora più netta la lettura di Bernstein, che assegna al titolo un giudizio di market-perform. Gli analisti guidati da Stephen Reitman hanno evidenziato che, in assenza del rimborso tariffario, il margine operativo del Nord America sarebbe stato negativo dello 0,8%, anziché il +1,6% riportato dalla società. Una differenza che, se confermata, cambierebbe sostanzialmente la narrativa sulla ripresa americana.

Anche Pierre Olivier Essig di AIR Capital ha sottolineato come la presenza di numerosi elementi straordinari renda “meno convincente” il risultato positivo. Sulla stessa linea Citi: l’analista Harald Hendrikse ha definito i conti un headline beat ma molto disordinato, pur riconoscendo che sia gli Stati Uniti sia l’Europa hanno chiuso in territorio positivo.

Il giudizio di Oddo BHF: ripresa lenta in Nord America

Tra le voci più caute spicca quella di Michael Foundoukidis di Oddo BHF, che mantiene una raccomandazione neutral. Per l’analista, gli utili sono stati contrastanti, con risultati inferiori alle attese in Nord America e un free cash flow peggiore del previsto. Il messaggio, secondo Oddo, è chiaro: la ripresa potrebbe richiedere più tempo del previsto e questo trimestre potrebbe smorzare le speranze di un percorso accelerato di recovery, soprattutto oltreoceano.

Il quadro finanziario: cassa negativa ma liquidità solida

Dal punto di vista della cassa, il free cash flow industriale è risultato negativo per 1,9 miliardi di euro, in linea con la stagionalità tipica del primo trimestre, ma in miglioramento del 37% rispetto al Q1 2025. La liquidità industriale disponibile resta robusta a 44,1 miliardi, pari al 28% dei ricavi degli ultimi dodici mesi — all’interno del range obiettivo del 25-30%.

Il gruppo ha inoltre rafforzato il bilancio attraverso l’emissione di 3 tranche di hybrid perpetual notes per complessivi 5 miliardi di euro, mossa che probabilmente offre maggior flessibilità in vista delle sfide del 2026.

Stellantis ha confermato la guidance per l’intero esercizio: crescita dei ricavi a una cifra media, margine operativo rettificato a una cifra bassa e miglioramento del free cash flow industriale anno su anno. L’azienda prevede inoltre di ritornare a un free cash flow positivo nel 2027.

Cosa dicono gli analisti: consensus diviso

Il quadro delle raccomandazioni resta frammentato. Su 36 broker che coprono il titolo, il 33,3% ha un rating buy, il 52,8% hold e il 13,9% sell. Il target price medio è di 7,90 euro, con un potenziale di rendimento del 24,5% rispetto agli attuali livelli, ma il rendimento degli ultimi dodici mesi resta negativo del 22,1%.

Tra i giudizi più ottimisti spiccano Jefferies, UBS e Banca Akros con target a 10 euro o superiori. Più cauti Morgan Stanley (equal-weight, target 6,50 euro) e BNP Paribas (underperform, target 5,26 euro). Wells Fargo si conferma il più pessimista con un underweight e target a 4 euro.

La visione del mercato

In sintesi, il messaggio che probabilmente sta passando agli investitori è che, pur riconoscendo i progressi operativi di Stellantis — l’aumento della quota di mercato USA al 7,9%, il +20% delle vendite Ram negli Stati Uniti, il successo del nuovo Jeep Cherokee e Grand Wagoneer — la qualità degli utili appare ancora fragile e dipendente da elementi non ricorrenti.

Al netto del rimborso tariffario, le aspettative degli analisti non sarebbero state effettivamente battute. Ed è forse questo il vero motivo per cui, di fronte a numeri apparentemente positivi, il mercato ha scelto la via della prudenza.