Oggi la più grande quotazione di sempre di una società straniera a Wall Street mette alla prova l’intero super-ciclo della memoria. Un evento che sembra lontano da Milano, ma che ieri ha già spinto STMicroelectronics di quasi il 6% e che verosimilmente resterà al centro dell’attenzione anche nella seduta odierna di Piazza Affari, con il FTSE MIB che resta a ridosso dei massimi dell’anno.

Il debutto che Wall Street aspetta da settimane

La notizia più rilevante della giornata non arriva da Piazza Affari, ma da New York. Oggi, venerdì 10 luglio, il colosso sudcoreano dei semiconduttori SK Hynix fa il suo esordio sul Nasdaq con la quotazione di American Depositary Receipts sotto il ticker SKHY. Secondo quanto riportato da Reuters e CNBC, si tratta di un collocamento da circa 28-29 miliardi di dollari, un’operazione che dovrebbe entrare negli annali come la più grande quotazione di sempre negli Stati Uniti da parte di una società straniera, superando il primato di Alibaba del 2014 e di Saudi Aramco del 2019.

I numeri della domanda raccontano bene il clima: le richieste sono state pari a circa sette volte l’offerta, un livello di sovrascrizione che gli operatori interpretano come un termometro dell’appetito, tuttora robusto, verso l’intera filiera dell’hardware per l’intelligenza artificiale. SK Hynix controlla una quota vicina al 60% del mercato globale della memoria ad alta banda (HBM), i chip diventati indispensabili per alimentare i data center di nuova generazione, ed è tra i principali fornitori di Nvidia.

Un dettaglio merita cautela. Il prezzo indicativo era stato fissato attorno ai 158 dollari per ADR, ma alcune fonti (tra cui TheStreet) indicano un prezzo di collocamento più vicino ai 149 dollari, quindi sotto la forchetta iniziale. Se confermato, sarebbe un segnale interessante: nonostante la valanga di ordini, il pricing finale suggerisce che gli investitori istituzionali abbiano voluto mantenere un margine di prudenza. Probabilmente il primo giorno di scambi dirà molto più di qualsiasi previsione sulla reale tenuta dell’entusiasmo.

Perché il caso SK Hynix parla anche italiano

Qui si arriva al punto che riguarda da vicino chi guarda a Piazza Affari. La seduta di ieri a Milano ha avuto un protagonista quasi inatteso: STMicroelectronics. Il titolo del gruppo italo-francese, secondo i dati di SoldiOnline e MarketScreener, ha chiuso in rialzo di oltre il 5% (con la quotazione parigina, più affidabile come riferimento, salita in area 62,5 euro dai 58,49 della vigilia). Il particolare da sottolineare è che STM non è salita per una notizia propria, ma proprio in scia alla domanda travolgente registrata per l’IPO di SK Hynix.

È un meccanismo che si osserva spesso nei super-cicli settoriali: quando un collocamento così atteso va bene, tende a sostenere le valutazioni dell’intero comparto, alimentando l’ottimismo sui fondamentali. In altre parole, il barometro dei semiconduttori europei viene tarato, almeno per un giorno, da un’operazione che si consuma a migliaia di chilometri di distanza. Non è un caso isolato: nelle settimane scorse diverse case d’affari hanno rivisto al rialzo le stime su STM, con Morgan Stanley che ha portato il target price a 78 euro e HSBC che ha alzato il fair value fino a 84 euro, citando la spinta di IA e satelliti in orbita bassa.

Il messaggio implicito per l’investitore italiano è che una parte non trascurabile della leadership tecnologica di Milano dipende oggi da dinamiche globali della memoria e dell’IA, più che dai singoli conti trimestrali. E con la stagione delle trimestrali del secondo trimestre appena avviata, il tema resterà con ogni probabilità caldo fino alla fine del mese, quando toccherà proprio a STM presentare i numeri.

Piazza Affari a ridosso dei massimi: cosa attendersi oggi

Il quadro con cui Milano affronta la giornata è costruttivo. Ieri il FTSE MIB ha chiuso in rialzo dell’1,09% a 52.381 punti, come certificato da ANSA, restando poco distante dai massimi dell’anno. A sostenere il listino, oltre ai semiconduttori, è stato il recupero del comparto bancario, con Mediobanca, UniCredit, Intesa Sanpaolo e Monte dei Paschi in progresso. Sul fronte del risiko, UniCredit resta osservata speciale dopo aver portato la propria posizione complessiva in Commerzbank attorno al 47,6% del capitale, con i diritti di voto saliti al 49,65% al netto delle azioni proprie, secondo i dati riportati da Milano Finanza.

Wall Street offre un aggancio positivo. Nella seduta di ieri, con i mercati statunitensi da leggere come chiusure e non come dati in tempo reale, l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,81% a 7.543,64 punti, il Nasdaq Composite è salito dell’1,30% a 26.206,89 e il Dow Jones ha aggiunto lo 0,27% a 52.487,41, sostenuti proprio dal rimbalzo dei chip (Micron e Sandisk in forte progresso) e dal raffreddamento del petrolio. Stamattina i futures statunitensi si muovono in modo appena più cauto, con variazioni marginalmente negative, mentre le principali borse asiatiche viaggiano in rialzo, con la Corea del Sud in testa alla vigilia proprio del debutto di SK Hynix.

Sul fronte obbligazionario, lo spread BTP-Bund ha chiuso ieri in area 75-76 punti base, ai minimi da diverse settimane, con il rendimento del decennale italiano poco sotto il 4%. Oggi l’attenzione si sposterà sul Tesoro, che secondo Il Sole 24 Ore Radiocor collocherà fino a 7,5 miliardi di euro su tre BTP, incluso un nuovo titolo a sette anni con scadenza settembre 2033: l’esito dell’asta darà un’indicazione utile sulla domanda per il debito italiano in una fase di tassi ancora incerti. Sul valutario l’euro resta attorno a 1,143 dollari.

Il rovescio della medaglia: ciclicità e il monito di SpaceX

L’euforia sui chip non va letta senza contrappesi, ed è forse questa la parte meno raccontata della storia. Il primo è la ciclicità strutturale del settore della memoria: valutazioni gonfiate da rialzi a tre cifre negli ultimi dodici mesi lasciano poco spazio agli errori, e un eventuale rallentamento della spesa in infrastrutture per l’IA potrebbe innescare correzioni rapide.

Il secondo campanello d’allarme arriva da un’altra quotazione eccellente. Sempre secondo le rilevazioni di Schwab, SpaceX (SPCX), reduce dal collocamento più grande dell’anno, continua a trattare sotto il prezzo di debutto, in un esordio finora deludente sul Nasdaq. Il contrasto è istruttivo: gli investitori sembrano premiare in modo molto selettivo, concentrando l’entusiasmo sulla catena di fornitura dell’hardware per l’IA e mostrandosi ben più tiepidi altrove. Un’ulteriore nota di attenzione arriva dal fronte del credito, con S&P che ha declassato Oracle al gradino più basso dell’investment grade, citando i rischi legati all’enorme piano di investimenti nei data center.

Cosa osservare nella giornata

In sintesi, la seduta odierna ruota attorno a un test preciso: la reazione del mercato al debutto di SK Hynix. Un esordio brillante darebbe con ogni probabilità ulteriore ossigeno a STM e agli industriali tecnologici di Piazza Affari, mentre una partenza sotto tono, magari coerente con il pricing prudente segnalato ieri, potrebbe raffreddare rapidamente gli entusiasmi. Da monitorare in parallelo l’esito dell’asta BTP, l’andamento del petrolio (tuttora sensibile alle tensioni sullo Stretto di Hormuz) e la tenuta del comparto bancario dopo il forte recupero. Con Wall Street che apre soltanto alle 15:30 ora italiana, la prima parte della giornata a Milano si giocherà soprattutto sulle attese, in un contesto che resta favorevole ma non privo di insidie.


Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere puramente informativo e non costituiscono in alcun modo consulenza finanziaria, sollecitazione al pubblico risparmio o raccomandazione personalizzata all’investimento. I mercati finanziari comportano rischi e ogni decisione di investimento dovrebbe essere valutata con il supporto di un consulente qualificato.