Milano si conferma la piazza più tonica d’Europa in una seduta trainata dai finanziari e dalle voci di aggregazione, ma il rialzo arriva su volumi sottili e senza il traino tecnologico che sta muovendo i listini globali. Con Wall Street chiamata al test dell’esordio record di SK Hynix, il vero interrogativo riguarda la tenuta di un rally che sembra correre da solo.
Le banche e il risiko tengono la scia di Piazza Affari
Il FTSE MIB si muove in territorio positivo per gran parte della giornata, in area 52.700 punti, con un progresso che oscilla attorno allo 0,7% e che colloca Milano, secondo MilanoBiz, tra i listini più brillanti del Vecchio Continente. A fare la differenza è ancora una volta il comparto finanziario, con l’indice delle banche in rialzo di circa lo 0,9% secondo Reuters.
Sul fronte dei singoli titoli, il protagonista è Nexi, che secondo i dati riportati dall’ANSA guadagna oltre il 4% e si candida a miglior blue chip della seduta. Bene anche Amplifon, in progresso di poco più del 2%, sostenuta da una ricerca di Barclays sul settore della salute in vista dei conti del secondo trimestre. Riflettori accesi soprattutto su Mediobanca, in rialzo di quasi il 2% dopo la raccomandazione d’acquisto arrivata da Deutsche Bank in vista della fusione con Mps, che a sua volta avanza attorno all’1,2%. È un dettaglio che merita attenzione: il cosiddetto risiko bancario resta il motore più credibile di Piazza Affari, probabilmente più delle dinamiche macro globali che dominano altrove.
Positive anche Stellantis, in crescita di circa l’1,4%, insieme a Fineco, Intesa Sanpaolo e Buzzi. Si mette in mostra pure Saipem, che secondo Milano Finanza sale attorno all’1,4% dopo il maxi contratto in Indonesia da 2 miliardi di dollari e le comunicazioni Consob su una partecipazione potenziale di JP Morgan. In controtendenza Leonardo, che prosegue le vendite ed è verosimilmente arrivata al quarto calo consecutivo, un segnale forse sorprendente in una fase di tensione geopolitica accesa. Deboli anche Diasorin, Avio e una Eni penalizzata dalla frenata del greggio.
Un rialzo a bassa intensità: volumi sottili e poco traino tecnologico
Qui si nasconde l’aspetto meno raccontato della giornata. Il rialzo di Milano, per quanto solido nei numeri, arriva con scambi molto contenuti: secondo Reuters, intorno alle 12:35 i volumi erano poco sopra gli 800 milioni di euro, una cifra che segnala un mercato più mosso da flussi tattici e da singole storie societarie che da un vero appetito diffuso per il rischio.
C’è di più. Mentre i semiconduttori globali continuano a correre, con Micron e Sandisk protagoniste della seduta americana di ieri, StMicroelectronics a Milano si muove in modo fiacco, in leggero calo in avvio secondo l’ANSA. È una divergenza che dice molto: Piazza Affari sta salendo nonostante il suo principale titolo tecnologico, non grazie a esso. La spinta arriva quasi interamente dai finanziari e dal tema delle aggregazioni domestiche, il che rende questo rialzo più idiosincratico e, probabilmente, più fragile di quanto il solo numero dell’indice lasci intendere.
Sul fronte dei tassi la fotografia resta favorevole. Lo spread tra Btp e Bund decennali è sceso in area 74 punti secondo l’ANSA, con il rendimento italiano attorno al 3,8%, un livello che continua a offrire respiro ai conti pubblici e sostegno indiretto ai titoli bancari. L’euro, riferisce Milano Finanza, viaggia attorno a 1,14 dollari, mentre l’Istat ha segnalato per maggio una produzione industriale in calo dello 0,3% su base mensile ma in crescita dell’1,1% su base annua corretta per i giorni lavorativi.
Wall Street guarda ai chip e all’esordio record di SK Hynix
Lo sguardo, nel pomeriggio, si sposta inevitabilmente oltre Atlantico. I future statunitensi arrivano deboli e contrastati all’apertura: secondo Bloomberg i contratti sull’S&P 500 cedono circa lo 0,1% e quelli sul Nasdaq 100 arretrano attorno allo 0,4%, mentre il Dow Jones, riferisce Yahoo Finance, resta in leggero rialzo. Un avvio prudente che segue la seduta positiva di giovedì, chiusa con l’S&P 500 in progresso dello 0,81% a 7.543 punti e il Nasdaq Composite in rialzo dell’1,3%.
Il grande evento della giornata è però l’esordio al Nasdaq di SK Hynix. Il colosso sudcoreano della memoria, fornitore di chip ad alta banda per l’intelligenza artificiale e partner di Nvidia, ha raccolto secondo Yahoo Finance circa 26,5 miliardi di dollari, nella più grande quotazione di sempre negli Stati Uniti da parte di una società straniera, con una domanda che TheStreet indica oltre sette volte l’offerta. È plausibile che l’accoglienza riservata al titolo diventi un test sull’umore complessivo verso il trade dell’AI, dopo settimane di forte volatilità sul comparto. Non a caso, riporta Yahoo Finance, i titoli dei chip arrivano deboli in premercato, quasi che il mercato volesse vedere le carte prima di rilanciare.
Petrolio, geopolitica e il segnale che quasi nessuno sta leggendo
Il petrolio resta il termometro della tensione mediorientale. I prezzi si muovono con una certa dispersione tra le fonti: il Brent viaggia sopra i 76 dollari al barile mentre il Wti, secondo TheStreet, oscilla attorno ai 72, con il traffico nello Stretto di Hormuz di nuovo rallentato dopo i più duri scambi di attacchi tra Stati Uniti e Iran dalla firma della tregua. Sullo sfondo restano le indiscrezioni del Wall Street Journal su un presunto piano iraniano contro il presidente Trump, un fattore che verosimilmente continuerà a tenere sotto pressione i nervi degli operatori.
C’è tuttavia un dato strutturale che sta passando quasi in sordina e che potrebbe contare più delle oscillazioni di breve. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, la domanda mondiale di greggio è attesa in calo di circa un milione di barili al giorno nel 2026, la prima contrazione annuale dai tempi del picco della pandemia nel 2020. È una previsione condizionata a una tregua e a una graduale riapertura di Hormuz, scenario che al momento appare tutt’altro che scontato, ma è un segnale che il mercato energetico sta cambiando pelle e che, con ogni probabilità, ridisegnerà nei prossimi mesi gli equilibri tra titoli oil e comparti alternativi.
Cosa aspettarsi nel pomeriggio
Nelle prossime ore la direzione di Piazza Affari dipenderà probabilmente più dalla reazione di Wall Street all’esordio di SK Hynix che dalle dinamiche interne. Un debutto convincente potrebbe riaccendere l’interesse per il tech europeo e forse restituire smalto anche a StMicroelectronics, mentre una partenza incerta rischierebbe di lasciare Milano ancora sola a reggersi sulle proprie banche. Il quadro tecnico, come segnala Milano Finanza, resta costruttivo finché il future sul FTSE MIB difende l’area 51.200 punti, con un possibile spunto ulteriore oltre quota 52.650.
Sul piano di fondo, la sensazione è che il mercato italiano stia vivendo una fase in cui il tema delle aggregazioni bancarie sostiene i corsi ben oltre quello che i fondamentali macro giustificherebbero. Finché il risiko continuerà a produrre notizie, il rialzo potrà probabilmente reggere. Ma un rally costruito su volumi sottili e su poche storie societarie tende, storicamente, a essere più vulnerabile alle correzioni improvvise. Prudenza, in questa fase, sembra la parola più sensata.
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