Nell’ultima seduta del primo semestre il FTSE MIB resta il listino più tonico del continente, sostenuto dal rimbalzo del comparto tecnologico e da un petrolio in calo. Wall Street prova a confermare i record di ieri, mentre sul tavolo restano la tregua fragile tra Stati Uniti e Iran, il consolidamento delle banche italiane e una fuga di dati che imbarazza Apple. Ecco i titoli da tenere d’occhio e i passaggi che potrebbero muovere i prezzi da qui a fine settimana.
Piazza Affari archivia un semestre record, ma la cautela resta d’obbligo
Il giro di boa del 2026 consegna a Piazza Affari una posizione che pochi avrebbero scommesso a inizio anno. Il FTSE MIB si conferma probabilmente il listino più brillante tra le grandi piazze europee, con un guadagno semestrale stimato attorno al 16% secondo i dati raccolti da Bluerating e Milano Finanza, davanti all’Ibex spagnolo e con un distacco netto sul Dax tedesco, fermo a un progresso di appena qualche punto percentuale.
Nella seduta di oggi, martedì 30 giugno, l’indice milanese si è mosso in territorio positivo fin dalle prime battute, in scia al recupero di Wall Street e all’allentamento, almeno parziale, delle tensioni in Medio Oriente. In mattinata il FTSE MIB viaggiava attorno a quota 51.374 punti, in rialzo di circa lo 0,4%, secondo la rilevazione di Soldionline aggiornata a metà mattina. Un movimento contenuto, che fotografa un mercato più interessato a consolidare i guadagni accumulati che a inseguire nuovi massimi nell’ultima giornata utile del trimestre.
A spingere il listino, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore Radiocor, è soprattutto il ritorno di appetito sul comparto tecnologico, dopo il rimbalzo messo a segno lunedì dal Nasdaq, e il raffreddamento del prezzo del greggio. Il quadro resta però delicato: la tregua tra Washington e Teheran appare tutt’altro che solida, e basterebbe poco per riaccendere la volatilità. Per questo la parola d’ordine, anche in una giornata di segno più, sembra essere prudenza.
Le tre forze che hanno fatto correre Milano nel 2026
Vale la pena fermarsi un attimo sul perché Milano abbia corso così tanto, perché aiuta a capire dove potrebbe andare nei prossimi mesi. Secondo le analisi di Intermonte riprese da Bluerating, il primo semestre è stato trainato da tre motori che hanno lavorato quasi in contemporanea.
Il primo è il peso del settore finanziario, che da solo vale circa il 39% della capitalizzazione del FTSE MIB. Le banche italiane hanno beneficiato di margini di interesse ancora generosi, commissioni in crescita, dividendi elevati e, soprattutto, della febbre da fusioni che tiene alta l’attenzione degli investitori. Il secondo motore è l’energia, avvantaggiata dalla fiammata del petrolio legata al conflitto nel Golfo, che ha gonfiato le stime di utile dei big del settore. Il terzo, forse il più interessante in chiave futura, è il filone legato all’intelligenza artificiale e ai data center, dove nomi come STMicroelectronics e Prysmian hanno cavalcato un megatrend di lungo periodo.
La nota di cautela arriva proprio da questa concentrazione. Un listino così dipendente da banche, energia e pochi titoli tech tende a salire forte quando il tema è caldo, ma può correggere con la stessa rapidità quando il mercato inizia a prezzare la fine del ciclo. È un rischio che, probabilmente, conviene tenere a mente nel secondo semestre.
I titoli da tenere d’occhio: STM, Prysmian e Saipem in evidenza
Tra i protagonisti della seduta odierna spicca STMicroelectronics, che secondo Soldionline guadagnava oltre il 2,7% a quota 65,32 euro, cavalcando il ritorno di interesse sui semiconduttori dopo il rimbalzo del Nasdaq. Il titolo resta uno dei più sensibili al sentiment sull’intelligenza artificiale e potrebbe continuare a muoversi in sintonia con i colossi americani del settore, nel bene e nel male.
Riflettori puntati anche su Prysmian, in rialzo di oltre il 2% in area 148 euro. Il gruppo dei cavi ha comunicato di aver ricevuto da Transpower New Zealand la Notice to Proceed per il potenziamento del collegamento sottomarino HVDC dello Stretto di Cook, un progetto che entrerà nel portafoglio ordini della società. Una notizia che conferma la solidità del backlog e che, secondo le indicazioni già circolate da JPMorgan, potrebbe accompagnare una possibile revisione al rialzo della guidance in occasione della semestrale attesa per fine luglio. Si tratta di valutazioni degli analisti, non di certezze, ma il quadro di breve appare orientato favorevolmente.
Bene anche Saipem, in progresso di circa il 2,5% a 4,35 euro, sostenuta dal clima costruttivo sul comparto petrolifero. Sul fronte opposto, qualche presa di beneficio ha interessato Tenaris, sotto pressione dopo l’ultima trimestrale, mentre Banca Ifis ha faticato a rimbalzare dopo la correzione delle sedute precedenti. Segnali altalenanti, come spesso accade nelle giornate di fine trimestre, quando entrano in gioco anche aggiustamenti di portafoglio più tecnici che fondamentali.
Banche, il risiko entra nella fase decisiva
Il vero filo conduttore di Piazza Affari resta però il consolidamento bancario. Il quadro è in continua evoluzione e merita di essere seguito con attenzione nelle prossime settimane.
Sullo sfondo c’è l’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Intesa Sanpaolo, in cordata con Bper e Unipol, su Banca Monte dei Paschi di Siena, un’operazione che secondo i calcoli della stessa Intesa potrebbe dar vita al secondo gruppo bancario dell’Eurozona per capitalizzazione. Una mossa che, stando alle ricostruzioni de Il Giornale d’Italia, restringe sensibilmente lo spazio di manovra di Banco BPM, che puntava invece a una fusione tra pari con Siena. Molto dipenderà dal posizionamento di Crédit Agricole, primo socio del Banco con circa il 30%, e dalle prossime decisioni del consiglio di amministrazione di MPS, atteso a riunirsi il 16 luglio.
A tenere banco è anche UniCredit, impegnata sul dossier Commerzbank e osservata speciale per le sue possibili mosse sul mercato domestico. Intanto Intesa Sanpaolo ha avviato, secondo Radiocor e Teleborsa, un programma di acquisto di azioni proprie da 2,3 miliardi di euro, autorizzato dalla Bce e dai soci: un segnale di solidità patrimoniale che probabilmente non passerà inosservato agli investitori. Resta da capire se il riassetto del settore stia andando verso una vera e propria pax bancaria o se, al contrario, siamo solo a metà di una partita ancora lunga.
Futures USA contrastati dopo i record di ieri
Spostando lo sguardo oltre l’Atlantico, i futures americani si presentano in ordine sparso ma con un’intonazione moderatamente positiva, dopo una seduta da incorniciare. Lunedì, secondo i dati di CNBC e Yahoo Finance, il Dow Jones ha chiuso a 52.182 punti, nuovo record storico, in rialzo dello 0,59%, mentre l’S&P 500 ha guadagnato l’1,18% a 7.440 punti e il Nasdaq Composite è balzato del 2,07% a 25.820 punti, interrompendo una serie di cinque sedute consecutive in calo.
A trainare il rimbalzo è stato il ritorno di acquisti sui grandi nomi della tecnologia, con Alphabet in progresso di quasi il 5% al debutto nel paniere del Dow e Tesla protagonista di un balzo superiore all’8%. In avvio di seduta odierna, riferisce TheStreet, l’ETF sui semiconduttori VanEck (SMH) saliva di circa lo 0,8% nel pre-mercato, mentre il paniere dei Magnifici Sette si muoveva in lieve rialzo. Segnali che lasciano intendere come il mercato voglia, forse, provare a consolidare il recupero.
L’attenzione si concentrerà anche sui dati macro in uscita oggi negli Stati Uniti, tra cui la fiducia dei consumatori, l’indice PMI di Chicago e le posizioni lavorative aperte rilevate dal report JOLTS. Dopo la chiusura di Wall Street, inoltre, saranno diffusi i conti di Nike, titolo che secondo Yahoo Finance viaggia non lontano dai minimi degli ultimi undici anni e su cui BofA mantiene una posizione neutrale. L’apertura di Wall Street alle 15:30 ora italiana resta il vero spartiacque della seduta europea: la direzione presa da Milano nelle ore finali dipenderà in buona parte da come partiranno gli indici americani.
Petrolio in calo e spread ai minimi: il contesto macro
Sul fronte delle materie prime, il greggio continua a perdere terreno con l’attenuarsi dei timori sulle forniture dallo Stretto di Hormuz. Il Brent oscillava attorno ai 72 dollari al barile, in calo di circa l’1%, mentre sul WTI le rilevazioni mostrano una certa dispersione tra le fonti, con valori compresi indicativamente tra i 70 dollari segnalati da Soldionline e CNBC. L’oro, bene rifugio per eccellenza, si è mosso poco sopra i 4.040 dollari l’oncia, mentre il Bitcoin ha ripiegato sotto quota 59.500 dollari.
Buone notizie sul fronte del debito sovrano italiano. Lo spread tra BTP e Bund decennali si è ristretto sotto i 70 punti base, con il rendimento del titolo italiano a dieci anni in area 3,55%, segno di una fiducia degli investitori che resta solida. L’euro, infine, viaggiava attorno a 1,14 dollari.
Sul versante dei prezzi, l’inflazione francese ha sorpreso al ribasso rallentando all’1,8%, secondo i dati ripresi da Il Sole 24 Ore, un segnale che potrebbe alimentare le speranze di un raffreddamento anche a livello di area euro. Il dato aggregato dell’Eurozona è atteso a breve e sarà uno degli appuntamenti più seguiti, soprattutto alla luce della linea prudente mantenuta finora dalla Bce.
La news piccante: i dati di Apple finiscono sul dark web
C’è poi la notizia che, forse più di tutte, sta facendo discutere nelle redazioni finanziarie. Secondo quanto riportato da Reuters e ripreso da TheStreet, un gruppo specializzato in attacchi ransomware avrebbe sottratto informazioni sensibili a Tata Electronics, fornitore di Apple, pubblicando poi sul dark web liste di componenti, dettagli sui fornitori e perfino immagini dei futuri iPhone 18 Pro.
Un episodio che, al di là dell’impatto immediato sul titolo, riaccende i riflettori sul tema della sicurezza delle catene di fornitura nel settore tecnologico, un nodo che potrebbe diventare sempre più rilevante per gli investitori. Sul fronte delle operazioni straordinarie, intanto, prosegue il fermento: SpaceX entrerà nel Nasdaq 100 il 7 luglio, mentre Rocket Lab ha annunciato l’acquisizione di Iridium in un’operazione da circa 8 miliardi di dollari, a conferma di quanto il comparto spaziale stia attirando capitali.
Cosa guardare nei prossimi giorni
La settimana, accorciata dalla festività del 4 luglio negli Stati Uniti, offre alcuni passaggi che potrebbero indirizzare i mercati. Il più importante è probabilmente il report sul mercato del lavoro americano, con i dati sulle buste paga non agricole anticipati a giovedì 3 luglio rispetto al consueto venerdì, vista la chiusura del mercato obbligazionario per le celebrazioni dell’Independence Day. Un dato che, come sempre, sarà letto con grande attenzione in chiave di politica monetaria della Federal Reserve.
Sul fronte europeo, occhi puntati sul dato aggregato dell’inflazione dell’area euro e sull’avvio della nuova stagione delle trimestrali, che entrerà nel vivo nelle prossime settimane. Per Piazza Affari, infine, il calendario segna in rosso il 16 luglio, giorno del consiglio di amministrazione di MPS che potrebbe scrivere un nuovo capitolo del risiko bancario. In un contesto che resta favorevole ma carico di variabili, la selezione dei titoli e una buona dose di prudenza appaiono, forse, le bussole più affidabili per affrontare il secondo semestre.
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