Wall Street vola sulla trimestrale record di Nvidia, l’Europa parte in leggera flessione tra dossier geopolitici e l’attesa per il piano industriale Stellantis. Shanghai sotto pressione, emergenti in forte rialzo.

La giornata di oggi si apre con un copione già scritto nelle ultime ore di contrattazione di ieri: Wall Street ha festeggiato in anticipo i conti di Nvidia, con il Nasdaq 100 che ha chiuso a +1,66% e l’S&P 500 a +1,08%, mentre il Dow Jones ha aggiunto un solido +1,31%. L’Europa, invece, sembra voler tirare il fiato dopo settimane di volatilità, con Milano (-0,20%), Francoforte (-0,35%), Parigi (-0,31%) e Londra (-0,38%) tutte in territorio leggermente negativo. Tiene solo lo SMI svizzero (+0,06%), tradizionale porto sicuro nelle fasi di incertezza.

Il caso Nvidia: numeri da record, reazione tiepida

Il vero protagonista resta il colosso dei chip guidato da Jensen Huang. Secondo i dati pubblicati dopo la chiusura di Wall Street e ripresi da Investing e MarketScreener, Nvidia ha chiuso il primo trimestre fiscale 2027 con ricavi pari a 81,6 miliardi di dollari, in crescita dell’85% su base annua, contro un consensus che si fermava attorno ai 78,8 miliardi. L’utile per azione non-GAAP è arrivato a 1,87 dollari, sopra le attese di 1,77 dollari. Il segmento data center, ormai cuore pulsante della società, ha generato da solo 75,2 miliardi di dollari (+92% anno su anno).

A colpire è soprattutto la guidance per il secondo trimestre: 91 miliardi di dollari di ricavi attesi, ben oltre gli 87,3 miliardi stimati dal mercato. Il consiglio di amministrazione ha inoltre approvato un nuovo piano di buyback da 80 miliardi e alzato il dividendo trimestrale da 0,01 a 0,25 dollari per azione.

Eppure, paradossalmente, la reazione del titolo è stata tiepida: nelle contrattazioni after-hours il titolo ha aggiunto soltanto un modesto +1,37%, fermandosi a 223,63 dollari. Probabilmente il mercato aveva già scontato gran parte della buona notizia, con NVDA che da inizio anno guadagna circa il 21%. Come sottolineato dagli analisti di Morgan Stanley e UBS, la sfida adesso si sposta sulla sostenibilità della spesa in infrastrutture AI e sul nodo Cina, che rimane il vero punto interrogativo per i prossimi trimestri.

Europa cauta: oggi il giorno di Stellantis

Sul Vecchio Continente l’attenzione degli operatori è concentrata su Stellantis, che alle ore 14:00 italiane presenterà ad Auburn Hills, nel Michigan, il nuovo piano industriale firmato dal CEO Antonio Filosa. Si tratta probabilmente del passaggio più atteso dell’anno per il titolo automotive, reduce da un primo trimestre 2026 con ricavi netti a 38,1 miliardi di euro (+6%) e utile netto tornato positivo a 0,4 miliardi.

Gli investitori vorranno capire come Filosa intenda bilanciare la spinta sul Nord America con il dossier europeo, e in particolare con quello italiano. Tra le indiscrezioni circolate nelle settimane scorse, si parla di una nuova e-car compatta da produrre a Pomigliano d’Arco dal 2028 con prezzo attorno ai 15mila euro. Le possibili reazioni del titolo saranno probabilmente determinate non tanto dai numeri annunciati, quanto dalla credibilità della traiettoria di lungo periodo.

Iran e petrolio: la diplomazia tiene banco

Sul fronte geopolitico, il presidente Donald Trump ha dichiarato ieri che i negoziati con Teheran si trovano “nelle fasi finali”, come riportato da Il Sole 24 Ore Radiocor. La possibilità di un accordo, sia pur preliminare, sul nucleare e sullo Stretto di Hormuz sta contribuendo a tenere sotto pressione i prezzi del greggio, con effetti positivi sui settori energivori europei. Tuttavia il quadro resta fragile: lo stesso Trump non ha escluso “azioni un po’ spiacevoli” qualora il dialogo non producesse risultati.

Asia divisa: Shanghai crolla, emergenti in fuga

Il quadro asiatico mostra invece una netta divergenza. Shanghai chiude pesantemente a -2,04%, in scia probabilmente alle tensioni sui chip tra Pechino e Washington dopo lo stop cinese sulla vendita di alcuni semiconduttori più datati. Sull’altro fronte, il Topix giapponese vola a +1,64% e il MSCI Emerging Markets segna un eccellente +2,44%, segnale che il capitale globale potrebbe stare ruotando verso aree percepite come più convenienti rispetto a un mercato statunitense valutato sui massimi storici.

Cosa aspettarsi oggi

L’apertura europea si annuncia probabilmente contrastata: da un lato la spinta positiva di Nvidia potrebbe sostenere i tecnologici, dall’altro l’attesa per Stellantis e i flussi di notizie geopolitiche probabilmente terranno gli operatori prudenti. Da monitorare con attenzione: l’andamento del Brent in mattinata, le prime reazioni dei broker al piano Stellantis nel pomeriggio e l’eventuale comunicato congiunto USA-Iran nelle prossime ore.