Borse del Vecchio Continente sotto pressione di circa lo 0,6% in avvio. Pesa la chiusura negativa di Wall Street, mentre il dossier Iran-Stretto di Hormuz resta sul tavolo. Il petrolio scende sotto i 100 dollari, l’oro vola verso nuovi record.

Avvio di seduta all’insegna delle vendite per i listini europei, che venerdì mattina hanno aperto tutti in territorio negativo con flessioni intorno allo 0,6%. Un movimento che, almeno sulla carta, sembra più una pausa fisiologica dopo le forti corse delle ultime sedute che un vero cambio di rotta — anche se gli operatori, prudenti, preferiscono non sbilanciarsi troppo in attesa dei dati macro statunitensi della giornata.

A pesare sul sentiment è soprattutto la chiusura debole di Wall Street, dove giovedì il Dow Jones ha lasciato sul terreno lo 0,63% a quota 49.597 punti, lo S&P 500 ha ceduto lo 0,38% e il Nasdaq lo 0,13% — questo nonostante in seduta il Dow avesse brevemente sfondato la soglia psicologica dei 50.000 punti, salvo poi essere risucchiato dalle vendite (dati Il Sole 24 Ore-Radiocor).

Il nodo Medio Oriente resta il driver principale

La narrativa di mercato continua a ruotare intorno al dossier iraniano. Secondo quanto riferito da Reuters, Washington e Teheran starebbero lavorando a un accordo quadro — probabilmente parziale e temporaneo — per la cessazione delle ostilità e la riapertura graduale dello Stretto di Hormuz, l’arteria attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale.

Gli investitori sembrano scommettere su un esito positivo, ma con cautela: la volatilità sui negoziati Ã¨ alta e i dietrofront sono sempre dietro l’angolo. Non a caso il Brent si è sgonfiato sotto i 100 dollari al barile (giovedì in calo del 3,3% a 97,8 dollari), mentre il WTI ha ceduto fino a 91,7 dollari secondo i dati riportati da Investing.

Oro sui massimi, euro stabile

Sul fronte delle materie prime, l’oro spot continua a comportarsi da bene rifugio per eccellenza: la quotazione si è spinta fino a 4.744 dollari l’oncia (+1,1% nelle ultime 24 ore), confermando come la domanda di protezione resti elevata nonostante il clima da risk-on degli ultimi giorni. L’euro/dollaro si muove poco sopra quota 1,177, mentre il gas TTF ad Amsterdam è in lieve calo a circa 43,7 euro/MWh.

Trimestrali: il vero motore (e il vero rischio) di breve

La stagione delle trimestrali sta entrando nel vivo e sta alimentando una buona parte dell’ottimismo che si era visto a metà settimana. Negli ultimi giorni AMD ha sorpreso al rialzo (+18,6% in una singola seduta secondo i dati Euronews), Super Micro Computer è esplosa di oltre il 24%, e Nvidia ha contribuito da sola in modo significativo al rialzo dello S&P 500.

Ma non sono mancate le note stonate: Whirlpool ha lanciato un profit warning piuttosto netto, segnalando come l’aumento dei prezzi del carburante e il calo della fiducia dei consumatori stiano probabilmente erodendo gli acquisti di beni durevoli. Il titolo è arrivato a perdere circa il 16% (fonte Il Sole 24 Ore). Un campanello d’allarme che, forse, va preso sul serio: i danni reali del conflitto sull’economia potrebbero farsi sentire più a lungo di quanto i mercati stiano scontando.

Piazza Affari: occhi sulle banche e sul risiko

A Milano, dopo la chiusura di ieri sotto pressione (il FTSE MIB aveva fallito l’assalto a quota 50.000), l’attenzione resta concentrata sui titoli bancari e sul tema del consolidamento del settore, con MPS che continua a essere al centro di indiscrezioni politiche. Secondo i dati MarketScreener, ieri il listino milanese si era fermato a circa 49.635 punti.

Da monitorare anche Stellantis, che ha annunciato la nomina di Marta Navarro alla guida del marchio Peugeot per la regione Enlarged Europe, e i titoli del lusso, sempre molto sensibili al sentiment globale.

Cosa aspettarsi nelle prossime ore

Il calendario macro della giornata non è particolarmente carico, ma gli operatori guarderanno con attenzione ai dati sulla fiducia dei consumatori in arrivo dagli Stati Uniti e ad eventuali dichiarazioni dal fronte diplomatico mediorientale. Nel breve, è probabile che la volatilità resti elevata: il rally degli ultimi giorni ha portato molti indici sui massimi storici e una fase di consolidamento appare, ad oggi, lo scenario più plausibile.

In sintesi: il rosso di stamattina non sembra dover preoccupare più di tanto, ma è un promemoria utile sul fatto che i mercati — dopo settimane di euforia — potrebbero aver bisogno di rifiatare prima di provare un nuovo allungo.

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