Le borse europee si avviano probabilmente a una seduta in territorio negativo dopo il rally di lunedì, quando Piazza Affari aveva chiuso a un nuovo massimo storico oltre quota 50.000 punti. Il quadro di apertura mostra il FTSE MIB a 50.161 punti (-0,12%), il DAX a 25.333 (-0,22%) e il CAC 40 a 8.224 (-0,41%), mentre Londra continua la sua corsa al rialzo (+0,85%) recuperando dalla chiusura di lunedì per festività. In controtendenza anche il listino svizzero SMI (+0,94%). Sotto la superficie di questi numeri, però, si muovono almeno tre dossier macro che meriterebbero forse più attenzione di quella che il mercato sembra dedicare loro.

Hormuz: la tregua scricchiola ancora, ma il petrolio non esplode
Nella notte sono arrivate nuove notizie di attacchi statunitensi nello Stretto di Hormuz, snodo da cui passa circa un quinto del greggio mondiale. Il dato interessante è la reazione: il Brent rimbalza di circa l’1,5% sopra i 98 dollari al barile dopo essere scivolato lunedì sotto i 95, ai minimi da metà aprile, ma resta comunque ben al di sotto dei 103 dollari di chiusura di venerdì. Il WTI si muove in parallelo, sopra i 92 dollari (+1,57%).
Il messaggio implicito che il mercato sta inviando è probabilmente questo: gli operatori sembrano scommettere che la fine della guerra resti lo scenario base, nonostante gli scontri sporadici e la firma di un accordo formale non appaia imminente. Tradotto, è plausibile che il “premio geopolitico” sul greggio si stia gradualmente sgonfiando, ma con una volatilità che potrebbe rivelarsi insidiosa per chi ha posizioni direzionali.
I future su Wall Street confermano questo cauto ottimismo: Dow Jones +0,62%, S&P 500 +0,66% e Nasdaq +0,86%, secondo i dati riportati nella mattinata da Reuters e ripresi dalle principali testate finanziarie.
L’avvertimento di Schnabel che il mercato sta forse sottovalutando
C’è una notizia che è circolata nelle ultime ore ma che, a nostro avviso, meriterebbe titoli più grandi. Isabel Schnabel, membro del consiglio direttivo della BCE, avrebbe segnalato — secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore — che Francoforte potrebbe trovarsi costretta ad alzare i tassi a giugno anche nel caso in cui i colloqui di pace con l’Iran portassero a un accordo. La motivazione: i prezzi elevati dell’energia delle ultime settimane potrebbero aver già “inquinato” le aspettative inflazionistiche.
A rafforzare questo timore c’è uno scenario discusso ieri da Mauro Valle di Generali Asset Management, secondo cui se l’inflazione dell’area euro dovesse puntare verso il 4%, la BCE potrebbe arrivare a considerare fino a quattro rialzi dei tassi. Lo scenario base resta meno aggressivo — l’inflazione di aprile si è consolidata intorno al 3% — ma i mercati dei futures stanno già scontando rialzi BCE per circa 72 punti base nell’arco dell’anno. JPMorgan, in particolare, scommette su una stretta già a giugno con una seconda a luglio. Goldman Sachs, nel suo “worst case scenario”, arriva a ipotizzare tre rialzi da 25 punti base.
Il punto sensibile è il seguente: se davvero la BCE dovesse alzare i tassi mentre il petrolio si stabilizza al ribasso, il rally delle borse europee potrebbe trovarsi senza una delle sue principali gambe di sostegno. Lo spread BTP-Bund, che lunedì ha chiuso a 71 punti base (minimo da inizio marzo) con il rendimento del decennale al 3,66%, riflette ancora uno scenario di “pace e tassi fermi” che forse non è quello che si materializzerà.
Taiwan supera l’India: il sorpasso silenzioso che racconta il mondo che cambia
La notizia che probabilmente passerà più sottotraccia di tutte è anche quella più significativa nel medio periodo. Secondo dati Bloomberg ripresi dalle principali testate finanziarie internazionali, la borsa di Taipei ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di 4,95 trilioni di dollari, superando quella di Mumbai ferma a 4,92 trilioni. Il mercato azionario taiwanese è ora il quinto al mondo, dietro solo a Stati Uniti, Cina, Giappone e Hong Kong.
Il motore è ovviamente uno solo: TSMC, che da sola continua a macinare risultati straordinari — primo trimestre 2026 con ricavi a 32,6 miliardi di euro (+35,1% anno su anno) e margine lordo al 66,2%. Ma il sorpasso ha un significato più ampio: racconta una storia in cui l’intelligenza artificiale, e la catena del valore dei semiconduttori, sta probabilmente ridisegnando le gerarchie dei mercati globali più velocemente di quanto le narrative geopolitiche tradizionali ci abbiano abituati a credere. L’India, vista negli ultimi anni come la grande alternativa demografica alla Cina, perde terreno proprio mentre una piccola isola con 23 milioni di abitanti diventa centrale per il funzionamento dell’economia digitale mondiale.
Sul fronte valute e oro
L’euro si indebolisce leggermente a 1,163 dollari (da 1,164 della chiusura di lunedì), in un movimento che resta marginale. Il cambio dollaro-yen sale a 159,05 mentre l’oro arretra dello 0,8% in area 4.530 dollari l’oncia, segnale coerente con il parziale rientro del premio geopolitico ma anche con un mercato che inizia probabilmente a riprezzare il rischio tassi.
Cosa guardare oggi
Le aste del Tesoro italiano in programma per oggi (BTP Short Term e BTP indicizzati all’inflazione europea) saranno probabilmente un test rilevante sulla domanda dopo il rientro dei rendimenti delle ultime sedute. Sul fronte USA, restano da monitorare i futures e l’eventuale aggiornamento sui negoziati Iran-Stati Uniti, mentre in Europa l’attenzione sarà forse rivolta ai prossimi commenti dei membri della BCE in vista della riunione di giugno.