Le piazze europee aprono in lieve rialzo dopo una seduta americana pesante. A muovere i mercati restano il dossier Medio Oriente e l’attesa per i dati sul lavoro USA.

La giornata sui mercati si apre con un’Europa in cauto recupero, mentre Wall Street continua a fare i conti con il nervosismo geopolitico. In preapertura a Piazza Affari l’indice FTSE MIB si muove poco sopra la parità, intorno a quota 50.150 punti (+0,22%), in compagnia di un Vecchio Continente tutto sopra lo zero: Francoforte segna +0,37%, Parigi è la più tonica con +0,49%, mentre Zurigo (+0,41%) e Londra (+0,12%) completano il quadro. Un avvio prudente ma intonato, che sembra voler mettere alle spalle la chiusura difficile della vigilia.

Negli Stati Uniti, infatti, la seduta di ieri si è chiusa in profondo rosso. Come rilevato da Reuters e ripreso da Teleborsa, il Dow Jones ha perso oltre l’1,2% scivolando in area 50.687 punti, l’S&P 500 è arretrato (-0,74%) e il Nasdaq 100 ha limitato i danni a -0,29%. A pesare è stata soprattutto la nuova fiammata di tensione tra Washington e Teheran, dopo che l’Iran ha annunciato la sospensione dei contatti con gli Stati Uniti. Sul fronte futures, però, qualche segnale di stabilizzazione: in preapertura il Dow Jones recupera (+0,28%), mentre S&P 500 e Nasdaq 100 restano leggermente sotto la parità (rispettivamente -0,15% e -0,40%).

Petrolio in raffreddamento, ma il “premio geopolitico” resta sullo sfondo

Il barometro più sensibile alla crisi mediorientale resta il greggio. Secondo i dati riportati da Investing e da Borse.it, questa mattina il Brent torna a scambiare poco sotto i 97 dollari al barile, in calo rispetto ai massimi recenti, con il WTI in area 91-95 dollari. Il cosiddetto “premio geopolitico” sembra essersi parzialmente sgonfiato grazie alla tenuta — almeno finora — della tregua, ma è probabile che resti pronto a riaccendersi qualora il quadro negoziale dovesse deteriorarsi di nuovo. È un equilibrio fragile: basterebbe una nuova escalation per riportare l’energia in cima alle preoccupazioni degli investitori.

Sul mercato dei metalli preziosi, l’oro resta vicino ai massimi, in area 4.490-4.500 dollari l’oncia, confermandosi il rifugio preferito in questa fase di incertezza.

Bitcoin sotto pressione, scivola verso i minimi di periodo

Capitolo cripto: il Bitcoin paga la stessa avversione al rischio che frena le borse. Investing segnala come la regina delle criptovalute sia scivolata verso i minimi degli ultimi mesi, con quotazioni che secondo Borse.it questa mattina gravitano poco sopra i 63.700 dollari. Il messaggio, ancora una volta, è che nelle fasi di tensione acuta il Bitcoin tende a comportarsi più come un asset ad alto rischio che come un bene rifugio, muovendosi spesso in sintonia con i listini azionari piuttosto che in contrapposizione.

I dati macro che gli investitori guardano oggi

L’agenda della giornata, riportata da Teleborsa, offre più di uno spunto. Nel pomeriggio europeo sono attese le vendite al dettaglio dell’Eurozona (consenso a -0,3% sul mese), mentre dagli Stati Uniti arriveranno i licenziamenti Challenger, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (stimate intorno a 211 mila) e i dati su produttività e costo del lavoro.

Ma il vero appuntamento è probabilmente quello di domani, venerdì, con il report ufficiale sul mercato del lavoro USA. Gli operatori lo considerano cruciale per intuire le prossime mosse della Federal Reserve sui tassi: un dato troppo forte o troppo debole potrebbe ridisegnare in fretta le aspettative.

Sul reddito fisso, infine, lo spread tra BTp e Bund resta su livelli contenuti, intorno ai 71 punti base secondo Milano Finanza, segnale di una relativa tranquillità sul fronte del debito italiano.

In sintesi: la giornata appare improntata alla prudenza. L’Europa prova a rialzare la testa, ma il margine di manovra resta probabilmente legato a due variabili che gli investitori non possono controllare — l’evoluzione del dossier iraniano e il tono dei prossimi dati americani. Possibile, quindi, una seduta dai movimenti contenuti, almeno fino a quando il quadro non si farà più chiaro.