Cloud, intelligenza artificiale e nuove regole europee sostengono la domanda di sicurezza informatica. Ma crescita del mercato e rendimento per l’investitore non sono la stessa cosa.
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Ogni nuova tecnologia crea opportunità, ma anche nuove vulnerabilità. Cloud, intelligenza artificiale, lavoro da remoto e impianti industriali connessi aumentano la quantità di dati e infrastrutture da proteggere. La cybersecurity è quindi diventata una componente essenziale dell’economia digitale.
Per l’investitore, tuttavia, non basta prevedere un aumento degli attacchi informatici. La domanda centrale è un’altra: le aziende del settore riusciranno a trasformare la crescente necessità di sicurezza in profitti e flussi di cassa superiori alle aspettative già incorporate nei prezzi?
Una spesa sempre meno rinviabile
La sicurezza informatica sta passando da voce tecnica del budget IT a priorità strategica. Un’impresa può posticipare alcuni investimenti tecnologici, ma difficilmente può ignorare la protezione dei dati, degli accessi e della continuità operativa.
Secondo una previsione pubblicata da Gartner nel settembre 2025, la spesa mondiale per la sicurezza informatica potrebbe raggiungere circa 244 miliardi di dollari nel 2026, con una crescita dell’11,6% a cambi costanti. Entro il 2029 potrebbe arrivare a 322 miliardi.
Si tratta di stime, non di risultati già realizzati. La crescita attesa è sostenuta soprattutto da:
- migrazione di dati e applicazioni verso il cloud;
- diffusione dell’intelligenza artificiale;
- aumento dei dispositivi connessi;
- protezione delle infrastrutture critiche;
- maggiore frequenza e complessità degli attacchi;
- nuovi obblighi normativi.
Fonte: Gartner, 26 settembre 2025.
L’intelligenza artificiale gioca su entrambi i fronti
L’AI aiuta le piattaforme di sicurezza a individuare comportamenti anomali e automatizzare la risposta agli incidenti. Allo stesso tempo, permette agli attaccanti di creare truffe più credibili, ricercare vulnerabilità e sviluppare campagne malevole più rapidamente.
Nel Global Cybersecurity Outlook 2026 del World Economic Forum, il 94% degli intervistati ha indicato l’AI come il principale fattore di cambiamento per la cybersecurity. L’87% ha inoltre identificato le vulnerabilità legate all’intelligenza artificiale come il rischio informatico cresciuto più rapidamente nel 2025.
Anche i dati sugli incidenti mostrano la rilevanza del problema. Secondo il Verizon Data Breach Investigations Report 2026, lo sfruttamento di vulnerabilità software ha rappresentato il punto di ingresso del 31% delle violazioni analizzate, mentre il ransomware è comparso nel 48% dei casi.
Fonti: World Economic Forum e Verizon DBIR 2026.
La regolamentazione sostiene la domanda
In Europa, la normativa sta ampliando il numero di organizzazioni tenute a gestire formalmente il rischio informatico.
La direttiva NIS2 riguarda 18 settori critici, tra cui energia, trasporti, sanità e infrastrutture digitali. Il regolamento DORA, applicabile dal gennaio 2025, rafforza invece la resilienza digitale del settore finanziario. Il Cyber Resilience Act introduce infine requisiti di sicurezza per i prodotti dotati di elementi digitali.
Queste regole possono rendere una parte della spesa più ricorrente. Non garantiscono, però, che tutti i ricavi finiscano alle società quotate specializzate: una quota può essere assorbita da consulenti, personale interno o grandi piattaforme tecnologiche.
Che cosa significa per il portafoglio
La cybersecurity è un investimento azionario tematico. Può essere considerata una componente satellite, ma non sostituisce la diversificazione offerta da un portafoglio globale.
La filiera comprende società attive nella sicurezza del cloud, protezione delle reti, gestione delle identità, difesa dei dispositivi e analisi delle vulnerabilità. Molte utilizzano modelli in abbonamento e generano ricavi ricorrenti, ma non tutte hanno già raggiunto una redditività stabile.
Prima di aggiungere un ETF tematico è utile verificare:
- quanta tecnologia è già presente nel portafoglio;
- la sovrapposizione con ETF globali, statunitensi o Nasdaq;
- la concentrazione nei primi titoli dell’indice;
- l’esposizione geografica agli Stati Uniti;
- il rischio valutario;
- il livello delle valutazioni.
Un ETF quotato in euro non elimina automaticamente il rischio di cambio. Se il fondo investe principalmente in società statunitensi e non utilizza una copertura valutaria, il risultato continuerà a essere influenzato dall’euro-dollaro.
È inoltre opportuno stabilire in anticipo il peso massimo dell’esposizione e una regola di ribilanciamento. In questo modo le decisioni dipendono dalla struttura del portafoglio, non dalle notizie del momento.
Principali rischi
La crescita della spesa informatica non garantisce rendimenti positivi. Il settore presenta almeno quattro rischi rilevanti:
- valutazioni elevate, particolarmente sensibili ai tassi d’interesse;
- forte concorrenza e possibile consolidamento tra i fornitori;
- pressione esercitata dalle grandi piattaforme cloud;
- danni reputazionali in caso di vulnerabilità o interruzioni operative.
Inoltre, le aziende clienti stanno cercando di ridurre il numero dei fornitori e utilizzare piattaforme integrate. Questo processo potrebbe favorire i leader, ma penalizzare gli operatori più piccoli.
ETF UCITS da analizzare
Dati aggiornati al 24 luglio 2026. Gli strumenti indicati sono esempi educativi da confrontare e non raccomandazioni di investimento.
| Funzione | ETF e ISIN | Caratteristiche | Aspetti da valutare |
| Azionario focalizzato | WisdomTree Cybersecurity UCITS ETF USD Acc – IE00BLPK3577 | TER 0,45%; replica fisica; accumulazione | Esposizione mirata, ma forte concentrazione negli Stati Uniti e nei primi titoli |
| Azionario più diversificato | iShares Digital Security UCITS ETF USD Acc – IE00BG0J4C88 | TER 0,40%; circa 116 titoli; replica fisica ottimizzata | Maggiore diversificazione, ma mandato più ampio della sola cybersecurity |
| Obbligazionario complementare | iShares € Govt Bond 1-3yr UCITS ETF EUR Dist – IE00B14X4Q57 | TER 0,15%; duration circa 1,65 anni | Non investe nella cybersecurity; può contribuire a stabilizzare il portafoglio e supportare i ribilanciamenti |
Schede ufficiali: WisdomTree Cybersecurity, iShares Digital Security e iShares € Govt Bond 1-3yr.
Tra gli strumenti esaminati non è emerso un ETF obbligazionario UCITS realmente focalizzato sulla cybersecurity. L’ETF governativo indicato non offre quindi un’esposizione diretta al settore: svolge esclusivamente una funzione complementare di portafoglio.
In sintesi
- La cybersecurity beneficia strutturalmente della digitalizzazione.
- AI e regolamentazione sostengono la domanda, ma aumentano anche la complessità competitiva.
- La crescita del mercato non garantisce quella degli utili o dei prezzi azionari.
- Gli ETF tematici possono aumentare concentrazione tecnologica, geografica e valutaria.
- Peso e regole di ribilanciamento dovrebbero essere definiti prima dell’investimento.
Conclusione
La cybersecurity appare destinata a mantenere un ruolo centrale nell’economia digitale. Per l’investitore, però, il punto non è prevedere il prossimo attacco, ma valutare se le società del settore possano trasformare una domanda crescente in profitti sostenibili senza pagare valutazioni eccessive.
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Il presente articolo ha finalità esclusivamente informative ed educative e non costituisce una raccomandazione personalizzata o un invito ad acquistare o vendere strumenti finanziari. Ogni decisione dipende da obiettivi, orizzonte temporale, situazione patrimoniale, tolleranza al rischio e capacità di sostenere eventuali perdite.