In finanza si parla di breve termine quando il denaro serve entro un orizzonte che va da qualche mese a 2 o 3 anni. Sono i soldi per l’anticipo della casa, per l’auto da cambiare, per le tasse di giugno o per un imprevisto.
Chi decide di investire soldi a breve termine dovrebbe avere in mente una regola sola: conservare il capitale e poterlo liquidare quando serve. Il rendimento conta, ma viene dopo. Nelle prossime sezioni rispondiamo alla domanda su dove investire a breve termine, passando in rassegna gli strumenti finanziari più adatti, dalle obbligazioni agli ETF, e smontando qualche mito sui guadagni facili.
Dove Investire a Breve Termine: I Criteri di Scelta Fondamentali
Prima di scegliere uno strumento servono dei paletti. Per un orizzonte breve i pilastri sono tre.
Bassa volatilità. Il valore non deve oscillare troppo, perché manca il tempo per recuperare un calo. Se tra 18 mesi servono 50.000 euro, uno strumento che può perdere il 15% in un trimestre è fuori luogo.
Elevata liquidità. Bisogna poter vendere in qualsiasi giorno, a un prezzo vicino al valore reale e senza penali pesanti.
Basso rischio di credito. Chi emette il titolo o custodisce il denaro deve essere solido. Per un risparmiatore italiano vuol dire soprattutto titoli di Stato dell’area euro, strumenti che li replicano e depositi coperti dalle garanzie di legge.
L’errore classico è confondere l’orizzonte breve con il trading speculativo. Avere poco tempo non autorizza a cercare guadagni rapidi: è anzi il motivo principale per essere più prudenti. Il trading mette in conto perdite frequenti, e i soldi che servono a una data precisa non possono permettersele.
Per la parte obbligazionaria il concetto chiave è la duration, che misura quanto il prezzo di un titolo reagisce ai tassi. In modo semplificato, se i tassi salgono di 1 punto percentuale, un titolo con duration 2 perde circa il 2%, uno con duration 8 circa l’8%. Tenere una duration minima, vicina alla data in cui serviranno i soldi, protegge dalle oscillazioni dei tassi. Oggi il tema è concreto: la BCE ha alzato i tassi a settembre, il 29 ottobre ha confermato il tasso sui depositi al 2,50%e tornerà a decidere il 17 dicembre, con l’inflazione italiana risalita al 5,4% a ottobre secondo la stima preliminare Istat. In una fase così, probabilmente, una duration bassa è la protezione più economica a disposizione.
Gli Strumenti Obbligazionari e Monetari: Investire in Obbligazioni ed ETF a Breve Termine
Investire in obbligazioni a breve termine
Per chi vuole investire in obbligazioni a breve termine il punto di partenza sono i titoli di Stato a breve scadenza.
I BOT durano al massimo 12 mesi e rendono attraverso la differenza tra prezzo d’acquisto e rimborso a 100. Nell’asta del 9 ottobre il BOT a 12 mesi con scadenza 14 ottobre 2027 è stato assegnato al 3,175%, a un prezzo di 96,881. Su 50.000 euro nominali significa pagare circa 48.440 euro e riceverne 50.000 a scadenza: circa 1.560 euro lordi, 1.365 euro netti, prima del bollo dello 0,2% annuo sul deposito titoli.
I BTP a 1-2 anni, in particolare i BTP Short Term, pagano cedole semestrali. Il BTP Short Term con scadenza 30 ottobre 2028 e cedola del 3% è stato assegnato il 27 ottobre con un rendimento del 3,55%.
I Treasury USA a breve termine possono offrire rendimenti interessanti, ma per chi spende in euro il rischio di cambiopuò cancellarli. Hanno senso probabilmente solo con copertura valutaria, ad esempio tramite ETF hedged in euro.
Il vantaggio dei titoli di Stato è la certezza del capitale a scadenza: chi tiene il titolo fino alla fine riceve 100, qualunque cosa facciano i tassi nel frattempo. In più c’è la tassazione agevolata al 12,5%, contro il 26% della maggior parte degli altri strumenti.
Investire in ETF a breve termine
Chi vuole investire in ETF a breve termine ha tre possibilità principali.
Gli ETF monetari replicano in genere il tasso €STR, il tasso overnight dell’area euro pubblicato dalla BCE, che a fine ottobre era al 2,44%. Il rendimento segue quasi giorno per giorno il costo del denaro, le oscillazioni sono minime e la liquidità è giornaliera. Il limite è fiscale: i proventi sono in genere tassati al 26% e non compensano minusvalenze pregresse.
Gli ETF obbligazionari a breve termine, ad esempio su titoli di Stato con scadenza 1-3 anni, offrono diversificazionesu decine di emissioni con una duration intorno ai 2 anni. Non hanno però una scadenza, quindi alla data in cui servono i soldi il valore potrebbe essere leggermente inferiore a quello d’acquisto.
Gli iBonds o ETF a scadenza definita contengono obbligazioni che scadono tutte nello stesso anno: alla fine il fondo si chiude e restituisce il capitale. Uniscono la diversificazione dell’ETF al comportamento di un titolo tenuto fino a scadenza e sono forse tra gli strumenti più adatti a una spesa con data fissa.
| Strumento | Rendimento lordo | Tassazione | Liquidità | Rischio principale |
|---|---|---|---|---|
| BOT 12 mesi | 3,175% (asta del 9 ottobre) | 12,5% | Alta sul MOT, rimborso a 100 a scadenza | Prezzo variabile se si vende prima |
| BTP Short Term ottobre 2028 | 3,55% (asta del 27 ottobre) | 12,5% | Alta sul MOT, rimborso a 100 a scadenza | Oscillazioni più ampie del BOT |
| ETF monetario €STR | Circa 2,44% meno i costi | In genere 26% | Giornaliera | Il rendimento scende se la BCE taglia |
| ETF obbligazionario 1-3 anni | Variabile | 12,5% sulla quota governativa, 26% sul resto | Giornaliera | Nessuna scadenza, duration intorno a 2 |
| ETF a scadenza definita | Variabile in base all’anno di scadenza | 12,5% sulla quota governativa, 26% sul resto | Giornaliera | Oscillazioni prima della scadenza |
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Azioni e Breve Termine: Perché l’Azionario Non è per Tutti gli Orizzonti
Tra mercato azionario e orizzonti brevi c’è un’incompatibilità strutturale. Le azioni possono rendere bene nel lungo periodo proprio perché, nel breve, chiedono di sopportare cali anche forti: nel 2020 l’S&P 500 ha perso circa un terzo del valore in poco più di un mese.
Per questo comprare azioni o ETF azionari con un orizzonte inferiore a 3-5 anni è molto rischioso. Se la somma serve a una data fissa, la volatilità di breve periodo può costringere a vendere in perdita proprio nel momento sbagliato.
Chi parla di azioni a breve termine, nella maggior parte dei casi, sta parlando di trading o speculazione, non di gestione dei risparmi o di pianificazione finanziaria.
Il Mito degli Investimenti a Breve Termine ad Alto Rendimento
Chi cerca investimenti a breve termine ad alto rendimento dovrebbe ricordare la legge più solida dei mercati: a un rendimento più alto corrisponde sempre un rischio più alto. Uno strumento sicuro, liquido e con rendimenti molto superiori ai titoli di Stato, semplicemente, non esiste. Se esistesse, il mercato lo avrebbe già scoperto e il suo rendimento sarebbe sceso.
Quando un’offerta sembra violare questa regola, probabilmente il rischio c’è ma non viene dichiarato. Le trappole più comuni:
Piattaforme di P2P lending ad alto rischio, che promettono rendimenti a doppia cifra prestando a soggetti che le banche non finanziano. Con insolvenze diffuse o problemi della piattaforma il capitale può restare bloccato a lungo o andare perso.
Criptovalute ad alta volatilità, che possono perdere metà del valore in poche settimane. Difficilmente sono compatibili con soldi che servono a una data precisa.
Opzioni e trading a leva, dove la leva moltiplica i guadagni ma anche le perdite, che possono superare in fretta il capitale impegnato.
Piattaforme non regolamentate, che si presentano come soluzioni sicure e ad alto rendimento senza alcuna autorizzazione. Prima di affidare denaro a chiunque conviene verificare che compaia negli elenchi ufficiali degli intermediari autorizzati dalla Consob.
Oggi, per la liquidità a breve, un rendimento netto intorno al 2-3% con rischi contenuti è in linea con il mercato. Chi promette molto di più merita, con ogni probabilità, una verifica approfondita.
Investire a Breve Termine: Esempi Pratici di Portafoglio
Ecco alcuni esempi pratici per investire a breve termine, con modelli di asset allocation per esigenze diverse. Sono indicativi e vanno adattati alla propria situazione.
| Orizzonte | Esigenza | Asset allocation |
|---|---|---|
| 6-12 mesi | Fondo d’emergenza o liquidità dinamica | 100% ETF monetario o conto deposito svincolabile |
| 2-3 anni | Acquisto casa o spesa programmata | 50% BOT e BTP a breve scadenza, 30% ETF obbligazionario 1-3 anni, 20% certificati a capitale garantito 100% |
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Investimenti per un Orizzonte Temporale di 6-12 mesi
Fondo d’emergenza o liquidità dinamica: 100% ETF monetario o conto deposito svincolabile.
Sono soldi che potrebbero servire da un giorno all’altro, quindi la flessibilità vale più di qualche decimale di rendimento. L’ETF monetario offre liquidità giornaliera e un rendimento legato all’€STR. Il conto deposito svincolabile è coperto dal Fondo interbancario di tutela dei depositi fino a 100.000 euro per depositante e per banca, ma conviene controllare le condizioni di svincolo, che a volte fanno perdere gli interessi maturati. In entrambi i casi la tassazione è al 26%.
Investimenti per un Orizzonte di 2-3 anni
Acquisto casa o spesa programmata: 50% BOT e BTP a breve scadenza, 30% ETF obbligazionario 1-3 anni, 20% certificati a capitale garantito 100%.
Su un capitale di 100.000 euro significa:
50.000 euro in BOT e BTP a breve scadenza, scegliendo scadenze che arrivano poco prima della data della spesa. Questa metà torna a 100 qualunque cosa accada ai tassi, con tassazione al 12,5%.
30.000 euro in un ETF obbligazionario 1-3 anni, per diversificare su più emittenti e poter disinvestire in qualsiasi momento.
20.000 euro in certificati a capitale garantito 100%, che aggiungono la possibilità di un rendimento extra. Il capitale è protetto a scadenza e la protezione dipende dalla solidità dell’emittente, quindi conviene scegliere una scadenza coerente con la spesa e un emittente solido.
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Investire a breve termine non significa rinunciare al rendimento. Significa scegliere strumenti efficienti, liquidi e a basso costo, sintonizzati sulla data in cui i soldi serviranno.
Questo articolo ha finalità esclusivamente informative ed educative e non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.