Piazza Affari riparte da un nuovo massimo storico di chiusura, in area 53.000 punti, e in avvio di giornata prova a smarcarsi dall’ondata di vendite che ha colpito i semiconduttori a livello globale. A tenere in piedi il listino sono ancora difesa e spazio, mentre STMicroelectronics resta l’anello debole. Nel pomeriggio l’appuntamento più delicato è la pubblicazione dei verbali della Federal Reserve, la prima riunione firmata dal nuovo presidente Kevin Warsh.

Piazza Affari prova a ignorare il sell-off globale sui semiconduttori
La Borsa di Milano arriva alla seduta odierna da una posizione di forza. Nella giornata di ieri il Ftse Mib ha aggiornato il proprio record, chiudendo su un nuovo massimo storico vicino ai 53.000 punti dopo aver toccato in mattinata un top intraday oltre quota 53.200, come riportato da Il Sole 24 Ore Radiocor. È un dato che colpisce, soprattutto se messo a confronto con quanto è accaduto oltre Atlantico.
A Wall Street, infatti, la seduta di martedì si è chiusa in ordine sparso e con un tono nervoso sul comparto tecnologico. Secondo i dati riportati da CNBC, il Nasdaq Composite ha ceduto l’1,16% a 25.818,69 punti, l’S&P 500 ha perso lo 0,45% a 7.503,85 e il Dow Jones ha limato lo 0,25% a 52.925,15 dopo aver comunque sfiorato un nuovo record in avvio. A pesare è stata soprattutto un’ondata di vendite sui produttori di chip e di memorie, con Micron in calo del 4,7% e l’indice dei semiconduttori di Filadelfia giù di quasi il 4,7%. Sullo sfondo, come segnala Reuters, sono tornati i dubbi sulla sostenibilità delle valutazioni legate all’intelligenza artificiale, alimentati anche dall’indiscrezione su una start-up cinese impegnata nello sviluppo di un proprio chip per l’AI.
In questo contesto, il fatto che Milano provi a muoversi in controtendenza non è un dettaglio secondario. In avvio di seduta il Ftse Mib è tornato sopra la parità, arrivando a scambiare in area 52.900-53.000 punti in progresso di circa l’0,8% intorno a metà mattinata, secondo le rilevazioni intraday raccolte da QuiFinanza. Sono valori provvisori, che potrebbero cambiare nel corso della giornata, ma il messaggio sembra chiaro: la resilienza di Piazza Affari probabilmente dipende dal fatto che il suo motore non è la tecnologia, bensì banche, difesa ed energia.
Difesa e spazio: la spinta che altri listini non hanno
La vera notizia della mattinata, quella che rischia di passare in secondo piano dietro i titoli sui chip, arriva dal fronte della difesa. Otto Paesi della Nato hanno lanciato una nuova iniziativa multinazionale denominata Halo, sigla che sta per Hybrid Alliance Layered Operations in Space, pensata per rafforzare la connettività e integrare i satelliti militari nazionali in una rete condivisa. È un tassello che collega due temi molto seguiti su Piazza Affari, la difesa e lo spazio, e che potrebbe alimentare l’interesse su un gruppo di titoli già protagonisti nelle ultime sedute.
Non è un caso che a guidare i rialzi in avvio ci siano proprio i nomi del comparto. Fincantieri prosegue la corsa avviata a inizio settimana, con un progresso che nelle prime ore si è collocato sopra il 4%, dopo il balzo di oltre l’11% messo a segno lunedì sull’annuncio delle quattro acquisizioni nel settore subacqueo per circa 600 milioni di euro (Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm), come ricostruito da Il Sole 24 Ore Radiocor. Bene anche Avio, in rialzo di circa il 4% e reduce dall’accordo con Advent International per l’ingresso di un socio di minoranza al 7% a sostegno dell’espansione negli Stati Uniti. Più cauta Leonardo, comunque in territorio positivo.
L’impressione è che il mercato stia riconoscendo alla difesa italiana un ruolo strutturale, e non più soltanto tattico. Il tema della sicurezza, con l’aumento della spesa militare in Europa e le indiscrezioni di stampa su un possibile incremento della spesa italiana per la difesa nell’arco di due anni, sembra offrire al listino milanese una fonte di forza che ad altre Borse manca.
STMicroelectronics paga il conto della rotazione sui chip
Non tutto, però, va nella stessa direzione. Il rovescio della medaglia della resilienza di Piazza Affari ha un nome preciso: STMicroelectronics. Il titolo, principale rappresentante italiano del settore semiconduttori, resta esposto al vento contrario che soffia sull’intero comparto a livello mondiale. In avvio di seduta STM figura tra i peggiori del Ftse Mib, con un calo di circa il 3-3,5% in area 61 euro, secondo le rilevazioni intraday riprese da QuiFinanza.
Il movimento appare coerente con quanto visto sugli altri produttori di chip in Asia e negli Stati Uniti. Per un investitore, probabilmente, il caso STM è il promemoria più utile di questa fase: la stessa notizia, il ridimensionamento delle attese sull’AI, può essere una zavorra per un titolo e quasi irrilevante per un intero listino, quando quel listino poggia su altri pilastri. Vale la pena ricordare che la volatilità sul comparto è elevata, e che il quadro potrebbe cambiare rapidamente con l’avvicinarsi delle trimestrali dei grandi nomi del settore.
Banche e risiko: il motore resta acceso, ma in pausa
Il grande protagonista dei mesi scorsi, il risiko bancario, oggi sembra defilarsi rispetto a difesa e tecnologia. In avvio i titoli del credito si muovono con cautela, con qualche limatura su Bper e Monte dei Paschi. È verosimilmente una pausa fisiologica, dopo una lunga fase di rialzi che ha portato più volte l’indice delle banche a trainare l’intero Ftse Mib.
Sullo sfondo restano i grandi dossier aperti, dall’offerta di Intesa Sanpaolo su Mps, con la partecipazione di Unipol e Bper, fino alle mosse di UniCredit. Il comparto resta uno dei principali fattori di sostegno del listino nel medio periodo, e non è escluso che possa tornare presto in prima linea, magari in coincidenza con l’avvio della stagione delle trimestrali di fine luglio.
Spread, petrolio e il nodo Hormuz
Sul fronte obbligazionario il quadro appare stabile. Lo spread tra Btp e Bund decennali ha aperto in linea con la vigilia, in area 77 punti base, con il rendimento del decennale italiano poco sopra il 3,7%, secondo i dati ripresi da QuiFinanza e Milano Finanza. È un livello che continua a raccontare una sostanziale fiducia dei mercati verso il debito italiano, in un contesto in cui altri Paesi dell’area euro appaiono più esposti.
Più delicato il capitolo energia. Il petrolio è tornato a salire dopo le notizie su nuovi attacchi a navi in prossimità dello Stretto di Hormuz e sul possibile ritiro, da parte statunitense, della licenza che consente le vendite di greggio iraniano. Secondo quanto riportato da CNBC, il Brent è risalito sopra i 76 dollari al barile e il Wti oltre i 72. È un fattore da monitorare con attenzione, perché un rincaro prolungato dell’energia potrebbe riaccendere le pressioni sui prezzi e complicare i piani delle banche centrali.
Cosa aspettarsi oggi: i verbali della Fed, la prima prova di Warsh
L’appuntamento chiave della giornata è in agenda nel pomeriggio, a mercati europei ancora aperti. La Federal Reserve pubblicherà i verbali della riunione di giugno, la prima presieduta dal nuovo presidente Kevin Warsh. Gli operatori cercheranno indizi sulla direzione della politica monetaria americana, in una fase in cui i dati sull’occupazione più deboli delle attese hanno raffreddato le ipotesi di un rialzo dei tassi nel breve periodo.
Il tono del documento potrebbe influenzare in modo sensibile l’ultima parte della seduta europea e l’apertura di Wall Street, prevista alle 15:30 ora italiana. Nelle prossime ore l’attenzione resterà rivolta anche al vertice Nato di Ankara, in corso il 7 e 8 luglio, e alle prime indicazioni della stagione delle trimestrali. In sintesi, Piazza Affari affronta la giornata con un vantaggio non banale, quello di poggiare su settori che oggi il resto del mondo guarda con maggiore favore rispetto ai chip. Se questa forza relativa reggerà anche alla prova dei verbali della Fed, lo diranno probabilmente solo le ultime ore di contrattazione.
Questo contenuto ha finalità puramente informative e non costituisce in alcun modo consulenza finanziaria, sollecitazione al pubblico risparmio o raccomandazione di investimento. I dati di mercato relativi alla seduta odierna sono valori intraday, provvisori e suscettibili di variazione. Prima di qualsiasi decisione di investimento si invita a consultare un consulente abilitato.