Nel pomeriggio di venerdì 3 luglio la Borsa di Milano resta la più tonica d’Europa e si riporta in area 52.700 punti, a un passo dai record di giugno, pur con Wall Street chiusa per l’Independence Day. Sotto un indice che sale con misura si muove però una rotazione precisa: comprano difensivi, infrastrutture e difesa, mentre i big della vigilia incassano prese di beneficio. Lo spread BTP-Bund resta ancorato attorno ai 77-78 punti base.

Un rialzo “orfano” di Wall Street che si regge da solo

La seduta di oggi è quasi un esperimento di laboratorio. Con Wall Street chiusa per la festività dell’Independence Day, Piazza Affari è rimasta senza il suo abituale riferimento pomeridiano, eppure ha continuato a salire in autonomia. Intorno alle 15, dopo oltre cinque ore di scambi, il FTSE MIB guadagnava circa lo 0,6% in area 52.743 punti, come riportato da Ansa, tornando a ridosso dei 52.698 toccati lo scorso 22 giugno. È un livello che, se confermato in chiusura, riporterebbe l’indice a contatto con i massimi storici.

Il punto interessante è proprio questo: la forza di Milano oggi non arriva da oltreoceano. I volumi, complice il lungo weekend americano, tendono con ogni probabilità ad assottigliarsi, e in condizioni di liquidità ridotta i movimenti vanno letti con prudenza. Ma la tenuta dell’indice suggerisce che il trend costruttivo del primo semestre non dipenda soltanto dal traino di Wall Street. Le borse europee, del resto, viaggiano da giorni sui massimi: il DAX ha aggiornato i propri record e Parigi ha toccato i livelli più alti degli ultimi quattro mesi, mentre BofA Global Research ha alzato il target di fine anno sullo Stoxx 600 a 630 punti, secondo quanto riportato da Investing.com.

La vera notizia è sotto la superficie: rotazione difensiva in atto

Il modesto progresso dell’indice nasconde una redistribuzione dei flussi che merita attenzione. A guidare il listino oggi non sono i protagonisti recenti, ma un blocco di titoli più difensivi e domestici. Lottomatica avanza di oltre il 3% e Amplifon sale di circa il 3,3%, spinta dalla promozione di Equita, che ha alzato la raccomandazione da “hold” a “buy” portando il prezzo obiettivo a 14 euro per azione dai 12 precedenti.

Sul fronte industriale e infrastrutturale il quadro è altrettanto vivace. Saipem guadagna oltre il 3,5% cavalcando la commessa romena annunciata alla vigilia: in joint venture con Itinera e ICM, la società si è aggiudicata la progettazione e realizzazione del lotto 4 dell’autostrada A8, per un valore complessivo di circa 700 milioni di euro. La quota Saipem è pari al 35%, corrispondente a 245 milioni, come precisato da Teleborsa. Sullo sfondo resta l’attesa per gli sviluppi della fusione con la norvegese Subsea7. Bene anche Prysmian (+2,7% circa), Unipol (+2,3%), Nexi (+1,6%) e Fincantieri(+1,5%), quest’ultima sostenuta dalle indiscrezioni del Corriere della Sera su un possibile interesse per NextGeo, attiva nei servizi di geoscienza marina e nel supporto agli impianti offshore.

Il rovescio della medaglia sono le prese di beneficio sui vincitori di ieri. Stellantis cede circa l’1,5%, correggendo dopo il balzo della vigilia legato ai dati sulle immatricolazioni di giugno. In flessione anche il lusso, con Brunello Cucinelliintorno al -1% e Moncler in calo di circa mezzo punto, mentre Recordati arretra di poco meno di mezzo punto percentuale.

UniCredit e Commerzbank: oggi l’ultimo atto (parziale)

Tra le banche, il tema del giorno resta UniCredit. Oggi, 3 luglio, si chiude a mezzanotte il periodo di adesione supplementare all’offerta pubblica di scambio su Commerzbank, anche se i risultati definitivi saranno diffusi soltanto mercoledì prossimo. La prima finestra si era chiusa lo scorso 16 giugno con adesioni pari al 12,5% del capitale della banca tedesca, secondo i dati ufficiali. Nel giorno decisivo il titolo di Gae Aulenti sconta qualche presa di beneficio dopo la corsa della vigilia, quando aveva guadagnato circa il 4% sulla scia delle valutazioni degli analisti secondo cui la conquista di Commerzbank sarebbe ormai vicina.

Da segnalare, sul fronte delle operazioni straordinarie, anche la chiusura con successo della seconda OPA dei fondi Advent e Nextalia su Tinexta. Il veicolo Zinc BidCo ha superato il 90% del capitale e gli offerenti, come riferito da Milano Finanza, non intendono ripristinare il flottante: il titolo sarà quindi con ogni probabilità avviato al delisting, con il periodo di adesione in scadenza il 17 luglio.

Il paradosso del petrolio: prezzi ai minimi, difesa che corre

C’è una contraddizione apparente che vale la pena isolare. Il greggio si muove sui minimi da circa quattro mesi: il Brent oscilla in area 70-71 dollari al barile e il WTI attorno ai 67-68 dollari, ai livelli più bassi dal 27 febbraio, secondo i dati di Trading Economics e Investing.com. La discesa è al terzo giorno consecutivo e riflette la rapida normalizzazione dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, tornati sopra i 10 milioni di barili al giorno.

Non a caso UBS ha rivisto al ribasso le stime, portando il prezzo medio atteso del Brent a 84 dollari nel 2026 e del WTI a 79, come riportato da Milano Finanza. Eppure, nonostante questo “dividendo di pace” che alleggerisce la bolletta energetica, i titoli della difesa continuano a essere ben comprati. Sembra la conferma che il mercato stia guardando oltre il singolo focolaio geopolitico, scommettendo sul ciclo pluriennale di riarmo europeo più che sulla contingenza. Va tenuto presente, però, che il quadro resta fragile: i colloqui di pace in Qatar hanno subìto rinvii e i funerali dell’ex Guida suprema iraniana Ali Khamenei, in programma dal 4 luglio, potrebbero riaccendere le tensioni.

Il macro che spiega tutto: il “miss” sui payroll USA

Dietro l’euforia europea di questi giorni c’è un dato preciso. Il rapporto sull’occupazione statunitense di giugno, diffuso giovedì con un giorno di anticipo proprio per la festività odierna, ha deluso nettamente: appena 57.000 nuovi posti di lavoro contro attese attorno ai 110-115.000, con i dati di aprile e maggio rivisti al ribasso di 74.000 unità complessive. Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,2%, ma soprattutto per effetto del calo della partecipazione alla forza lavoro, come evidenziato da CNBC e dai dati del Bureau of Labor Statistics.

La lettura del mercato è, forse controintuitivamente, positiva. In un contesto in cui il nuovo presidente della Fed Kevin Warsh ha mantenuto un profilo marcatamente restrittivo, con i tassi fermi al 3,50-3,75% e l’inflazione core PCE ancora al 3,4%, un mercato del lavoro più debole allenta la pressione verso un ulteriore rialzo. Secondo il FedWatch di CME, la probabilità di una stretta già a settembre si è ridimensionata, pur restando sul tavolo l’ipotesi di ottobre. È probabile che sia proprio questo alleggerimento delle aspettative sui tassi ad aver alimentato il clima di propensione al rischio che sostiene i listini del Vecchio Continente.

Sul fronte europeo, intanto, arrivano segnali di stabilizzazione: l’indice PMI composito dell’Eurozona è risalito a 50 a giugno, uscendo dal territorio di contrazione per la prima volta da marzo, mentre in Italia le vendite al dettaglio di maggio hanno mostrato un lieve aumento (+0,2% in valore).

Cosa guardare da qui a fine seduta

Nelle prossime ore l’attenzione sarà tutta sulla capacità del FTSE MIB di consolidare i guadagni e, possibilmente, di aggiornare i massimi in chiusura. In assenza di Wall Street, il rischio principale è che i volumi sottili amplifichino qualsiasi movimento, per cui eventuali strappi andranno presi con cautela. Sul piano dei singoli titoli, l’esito del periodo supplementare dell’OPS UniCredit-Commerzbank e gli sviluppi del dossier Saipem-Subsea7 restano i due catalizzatori più concreti per l’inizio della prossima settimana.

Il messaggio di fondo della giornata, però, sembra chiaro: la rotazione dai titoli più tirati verso comparti difensivi e industriali potrebbe indicare un mercato che, pur restando costruttivo, inizia a essere più selettivo dopo un semestre da record. Come ha osservato Equita, la prossima fase potrebbe caratterizzarsi per una progressiva minore polarizzazione delle performance azionarie.


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