C’e una contraddizione che stamattina merita piu attenzione dei numeri di indice. Nelle stesse ventiquattro ore in cui la piu grande societa quotata d’Europa ha alzato le stime per la seconda volta in un anno raccontando una domanda di intelligenza artificiale che accelera, il cuore manifatturiero di quella stessa domanda, la Corea del Sud, e stato travolto dalle vendite. ASML ha portato la guidance annua a un intervallo tra 43 e 45 miliardi di euro, contro i 36-40 miliardi indicati in precedenza, con i ricavi legati alla memoria attesi in crescita del 75% quest’anno. Il titolo, riporta CNBC, ha comunque chiuso in calo.
Questa non e una stonatura tecnica. E probabilmente il segnale che il mercato ha smesso di comprare la domanda di AI e ha iniziato a fare una domanda diversa: chi si tiene il margine.
Asia: Seul e Tokyo pagano il conto, Hong Kong no
La seduta notturna e stata pesante ma non uniforme, e la disomogeneita e la parte interessante. Il Kospi coreano ha ceduto oltre il 6%, con letture intraday che secondo Bloomberg sono arrivate a sfiorare il 7,6% di ribasso prima di un parziale recupero in vista della chiusura festiva di venerdi. Il Nikkei di Tokyo ha lasciato sul terreno circa il 2,9%. Shanghai ha perso l’1,3% e Shenzhen l’1,15%.
Nello stesso momento l’Hang Seng di Hong Kong e salito, con rilevazioni comprese tra l’1,3% e il 1,9% a seconda delle fonti. Un indice tecnologico che sale mentre il tech asiatico crolla non e rumore statistico: e verosimilmente denaro che si sposta dentro il tema AI, non che lo abbandona.
La chiave sta nella concentrazione. Samsung Electronics e SK Hynix pesano ormai intorno alla meta del Kospi, contro circa un quarto a fine dell’anno scorso. Quando il mercato decide che la memoria e un business ciclico e non una rendita, l’indice coreano non ha dove nascondersi. Il 13 luglio SK Hynix aveva gia archiviato la peggior seduta della sua storia, con un crollo superiore al 15%.
La tesi: dalla scommessa sulla domanda alla domanda sul ritorno
Mettiamo insieme i due pezzi. La domanda di chip per l’AI, stando ai numeri di ASML, e robusta e in accelerazione. Eppure chi quei chip li produce viene venduto. La spiegazione piu plausibile non e che la bolla stia scoppiando, ma che gli investitori stiano ricalibrando dove finisce il profitto lungo la filiera.
Chi vende macchine per litografia, con posizione quasi monopolistica, cattura margine a prescindere dal ciclo. Chi vende memoria in un mercato dove la capacita produttiva sta esplodendo si trova, verosimilmente, nella posizione opposta: vende tanto, ma in un settore che storicamente distrugge i prezzi appena l’offerta raggiunge la domanda. E il vecchio manuale dei semiconduttori applicato a una storia nuova. Il fatto che nemmeno ASML sia stata premiata suggerisce che il mercato stia scontando anche la parte alta della catena.
Per l’Europa e per Piazza Affari questa distinzione conta. Un listino che di semiconduttori ne ha poco, e di banche, utility e industria ne ha molto, in una giornata come questa e forse piu riparato che penalizzato.
Piazza Affari: da dove riparte il Ftse Mib
La seduta di ieri si e chiusa in rosso. Il Ftse Mib ha perso lo 0,85% a quota 52.411 punti, come riportato da ANSA, interrompendo una striscia di quattro rialzi consecutivi. A zavorrare il listino sono stati Eni (-2,07%), Prysmian (-2,5%) e STMicroelectronics, in calo di circa il 4%, coerentemente con la pressione globale sul comparto.
Sul fronte opposto Nexi ha guadagnato il 4,68%, sospinta dalle speculazioni su possibili aggregazioni nei pagamenti dopo l’offerta di Stripe e Advent su PayPal. Bene anche Cucinelli (+3,8%) e Stellantis (circa +3%). Il lusso e l’auto che tengono mentre l’energia e i chip cedono e un’altra fotografia della rotazione in corso.
Stamattina, prima dell’apertura, i future indicano un avvio composto. Il derivato sull’Eurostoxx 50 oscilla intorno alla parita e quello sul Ftse Mib segna un progresso dello 0,2%: il listino milanese dovrebbe quindi aprire poco mosso, con ogni probabilita piu attento ai dossier societari che al panico coreano.
I dossier di giornata
Riflettori su Poste Italiane e TIM. Consob ha dato il via libera al documento di offerta relativo all’opas: il periodo di adesione partira il 20 luglio e si chiudera l’11 settembre, con un corrispettivo che combina 1,67 euro in contanti e 0,218 azioni Poste di nuova emissione per ogni azione TIM. E il passaggio che trasforma un’operazione annunciata in un’operazione eseguibile, e da oggi il mercato inizia a votare con i prezzi.
Attenzione anche a UniCredit, sempre in attesa di sviluppi sul fronte tedesco, e a Nexi, dove il tema aggregazioni sembra tutt’altro che esaurito.
Wall Street e macro: il contrasto piu evidente
La distanza tra i due emisferi e notevole. Mercoledi Wall Street ha chiuso in rialzo: l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,38% a 7.572,40 punti, il Nasdaq Composite lo 0,62% a 26.269,23 e il Dow Jones lo 0,29% a 52.658,64. Alphabet e salita di quasi il 3% e Apple ha aggiornato il massimo storico dopo l’indiscrezione sul via libera alle sue funzioni di AI generativa in Cina.
Il punto e questo: chi vende software e servizi basati sull’AI viene comprato, chi vende l’hardware che li rende possibili viene venduto. Sembra una rotazione dalla pala al cercatore d’oro, per una volta nella direzione opposta a quella del proverbio.
Sul fronte macro il quadro resta gestibile. Lo spread tra BTP e Bund decennali si muove in una fascia compresa tra 73 e 78 punti base a seconda delle rilevazioni delle ultime sedute, con il rendimento del decennale italiano intorno al 3,85-3,89%. L’euro tratta sopra 1,14 contro il dollaro. Il petrolio, nonostante le tensioni, questa mattina cede leggermente: il Wti si attesta intorno a 79,4 dollari al barile e il Brent a circa 84,5 dollari.
Ed e qui il secondo elemento sottovalutato. Proseguono gli attacchi incrociati tra Stati Uniti e Iran e il Wall Street Journal riferisce che l’amministrazione americana starebbe valutando un ampliamento delle operazioni militari. Con un titolo simile, il greggio in calo e un dato controintuitivo. Forse il mercato dell’energia ha gia scontato l’escalation, oppure sta segnalando che la domanda globale e piu fragile di quanto i listini azionari lascino intendere. Nessuna delle due ipotesi e rassicurante, e sono entrambe rilevanti per Eni e Saipem.
Cosa guardare oggi
Tre indicatori sopra gli altri. Primo: la tenuta di STMicroelectronics, che dira se il contagio coreano attraversa il continente o si ferma al fuso orario. Secondo: la reazione di TIM e Poste all’avvio ufficiale della finestra di adesione. Terzo: il petrolio, perche una risalita decisa oltre gli 85 dollari riaprirebbe il capitolo inflazione proprio mentre BCE e Fed stavano guadagnando spazio di manovra.
L’ipotesi di lavoro per la giornata e che Milano regga meglio della media europea per composizione settoriale, ma che il tema di fondo, cioe la sostenibilita dei ritorni sull’investimento in intelligenza artificiale, sia destinato a restare sul tavolo ben oltre questa seduta.
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