Piazza Affari boccia la prima elettrica del Cavallino. Tra prezzo di listino da record, scetticismo sui volumi e il monito di Montezemolo, il titolo Ferrari (RACE) scivola a 290 euro. Ma le grandi banche d’affari, sorprendentemente, restano “Buy”.

La svolta elettrica di Maranello è arrivata, ma il mercato non l’ha festeggiata. Anzi. All’indomani della presentazione della Ferrari Luce, il primo modello a batteria nella storia ottuagenaria del Cavallino Rampante, il titolo di Maranello ha vissuto una delle sedute più pesanti dell’anno. Una reazione che, almeno in parte, era forse attendibile per un cambio di paradigma di questa portata, ma le proporzioni del rosso hanno colto di sorpresa diversi operatori.

Nelle prime contrattazioni di martedì 26 maggio, le azioni Ferrari hanno toccato un minimo di 285,80 euro, lasciando sul terreno fino al 7,6%. Verso metà mattina il titolo si è stabilizzato attorno ai 290 euro, con un calo che oscillava tra il 6% e il 6,6%. Numeri che pesano se letti nella prospettiva più ampia: secondo i dati riportati da Milano Finanza, negli ultimi dodici mesi Ferrari ha bruciato circa il 30% della capitalizzazione, e il bilancio degli ultimi sei mesi parla di un -12%.

Il nodo del prezzo: 550.000 euro, il listino più alto di sempre

A spiegare gran parte del nervosismo sul titolo è probabilmente il listino della nuova vettura. La Ferrari Luce parte da 550.000 euro, una cifra che la colloca al vertice assoluto della gamma. Per avere un termine di paragone, la Testarossa — il modello più caro attualmente in produzione — si ferma a circa 460.000 euro, mentre il prezzo medio di vendita del gruppo nel primo trimestre 2026 si è attestato a 453.000 euro, contro i circa 440.000 euro del 2025 (dati riportati da Mediobanca ed Equita SIM).

Il problema, secondo gli analisti, non è tanto il posizionamento premium in sé — coerente con il DNA del marchio — quanto le aspettative sui volumi. Mediobanca, nella sua nota mattutina, ha scritto che la Luce “rimarrà probabilmente un’offerta di nicchia all’interno della gamma, rappresentando circa l’1% dei volumi totali”. Una stima molto contenuta, se si considera che Ferrari ha consegnato oltre 13.500 vetture nel 2025 e si è data l’obiettivo di portare la quota elettrica al 20% del mix entro il 2030, ovvero circa 2.500 unità l’anno.

Anche Equita SIM ha sottolineato un dettaglio non secondario: la società non ha fornito alcuna indicazione ufficiale sui volumi attesi per la Luce. Per gli analisti milanesi, “un modello elettrico con prezzo elevato, pur essendo un modello di gamma, probabilmente non genererà volumi elevati”. Intesa Sanpaolo Research si è espressa in modo simile, parlando di “bassi volumi” prevedibili per la nuova vettura.

Il design divide: “Sembra un mix tra Honda Accord EV e Tesla 3”

Oltre al fattore prezzo, sul tavolo c’è anche la questione estetica, e qui il giudizio si fa più tagliente. La Ferrari Luce — una berlina cinque posti con linee da GT, porte posteriori controvento e un bagagliaio da 580 litri — rappresenta una rottura netta con la tradizione del Cavallino. Il centro stile di Maranello, diretto da Flavio Manzoni, ha collaborato con LoveFrom, il collettivo creativo fondato da Jony Ive e Marc Newson (gli ex designer di Apple), ma il risultato non ha convinto tutti.

Particolarmente duro il commento riportato da Bloomberg e ripreso dalla stampa italiana: Pierre-Olivier Essig, capo della ricerca di Air Capital, ha paragonato la Luce a “un mix tra Honda Accord EV e Tesla 3”, una stoccata che ha avuto eco immediata sui mercati.

Ancora più pesanti le parole di Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente Ferrari, che — come riportato dal Sole 24 Ore — ha parlato del rischio di “distruzione di un mito”. Una dichiarazione che, pur arrivando da una figura non più operativa nel gruppo, ha probabilmente contribuito ad amplificare il sentiment negativo della giornata.

Eppure gli analisti restano “Buy”: target price tra 385 e 417 euro

Qui sta forse il dato più interessante della giornata. Nonostante il tonfo del titolo e il coro di critiche, le principali case di brokeraggio non hanno modificato i loro rating. Anzi, alcune sembrano leggere nel sell-off un’occasione.

Secondo i dati raccolti:

  • Intesa Sanpaolo mantiene il rating Buy con target price a 400 euro
  • Equita SIM conferma il Buy a 385 euro
  • Intermonte è la più ottimista, con rating Outperform e target price a 417 euro

Considerando i prezzi attuali intorno ai 290 euro, si tratta di potenziali upside compresi tra il 33% e il 44% sui prossimi dodici mesi. Anche il consensus internazionale resta favorevole: secondo i dati TradingView, i 23 analisti che coprono RACE indicano un prezzo obiettivo medio di 450,94 dollari, con stime che oscillano tra 356 e 566 dollari.

La tesi di fondo dei broker è probabilmente questa: i fondamentali di Ferrari non sono in discussione. Il primo trimestre 2026 ha mostrato ricavi a 1,848 miliardi di euro (+3% o +6% a cambi costanti), EBITDA a 722 milioni (+4%) e utile netto stabile a 413 milioni, battendo le stime degli analisti. Il buyback prosegue secondo i piani. E un modello come la Luce, per quanto divisivo, dovrebbe incidere marginalmente sui conti complessivi.

Una scommessa contromano in un mercato in ritirata

C’è un altro elemento che vale forse la pena sottolineare. Ferrari sta puntando sull’elettrico proprio mentre i competitor del lusso stanno rallentando o tornando indietro. Porsche ha rivisto al ribasso i suoi piani BEV, Lamborghini sta posticipando le sue elettriche e diversi marchi premium tedeschi stanno ricalibrando le strategie. Maranello, al contrario, ha presentato Luce nell’anno del 79° anniversario della prima vittoria nel Gran Premio di Roma del 1947, scegliendo la Vela di Calatrava come palcoscenico.

Una mossa che alcuni leggono come visionaria, altri come prematura. Quello che è certo è che il mercato, almeno nella seduta di oggi, ha votato per la seconda ipotesi.

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni

Il rimbalzo tecnico non è da escludere, anche perché i livelli raggiunti incorporano probabilmente già una buona dose di pessimismo. Molto dipenderà dai segnali che arriveranno nelle prossime settimane sul fronte ordini — la lista d’attesa della Luce sarà un indicatore cruciale — e dalla guidance che la società fornirà in occasione della prossima trimestrale.

Per ora, il messaggio di Piazza Affari è chiaro: il Cavallino ha acceso la Luce, ma il mercato ha alzato le spalle. La partita, però, sembra appena iniziata.