I mercati europei aprono una delle giornate più dense dell’anno tra la decisione sui tassi della Banca Centrale Europea attesa in pomeriggio, nuovi raid americani contro l’Iran e una Wall Street che ha chiuso ieri in netto ribasso sotto il peso dell’inflazione USA al 4,2%.

Europa: il quadro di apertura

Le borse del Vecchio Continente mostrano un andamento complessivamente cauto ma non drammatico in avvio di seduta. Il FTSE MIB di Piazza Affari tratta intorno a quota 50.190 punti (-0,14%), diviso tra la pressione che arriva da Wall Street e il sostegno persistente del risiko bancario domestico. Il DAX di Francoforte è quasi immobile a 24.194 punti(-0,01%), mentre il CAC 40 parigino è il migliore della mattinata con un progresso dello +0,38% a 8.193 punti. Positivi anche il FTSE 100 londinese (+0,38% a 10.294) e lo SMI svizzero (+0,14% a 13.482).

Che l’Europa riesca a reggere nonostante il vento contrario americano è probabilmente il segnale più significativo di questa apertura: i mercati del Vecchio Continente sembrano voler prendere tempo — e forse un po’ di fiato — in attesa che alle 14:15 la BCE parli.

Wall Street: la chiusura di ieri pesa stamattina

I valori americani mostrati dai future riflettono una sessione di ieri difficile. L’S&P 500 ha ceduto l’1,62% a 7.267 punti, il Dow Jones ha perso l’1,87% a 49.919 punti e il Nasdaq 100 ha lasciato sul terreno l’1,98% attestandosi a 28.508 punti.

A trascinare giù i listini statunitensi è stato il dato sull’inflazione di maggio, uscito mercoledì: il CPI americano è salito al 4,2% su base annua, il livello più alto dall’aprile 2023, confermando le attese ma non portando alcun sollievo ai mercati. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, a pesare è stata anche la nuova fase di debolezza del settore tecnologico, con i titoli legati ai semiconduttori ancora sotto pressione. Il settore dei chip è in difficoltà a causa di guidance trimestrali deludenti e dalla persistente pressione sul comparto AI. In questo contesto, è probabilmente prematuro parlare di rimbalzo nell’immediato, soprattutto con la Federal Reserve che resta in attesa di dati più favorevoli prima di allentare la pressione monetaria.

Asia: rosso diffuso

Dopo le forti vendite sui chip USA, Tokyo e Seul hanno chiuso in profondo rosso. Lo Shanghai Composite ha lasciato lo 0,16% a 3.987 punti, mentre il TOPIX giapponese ha ceduto lo 0,45% a 3.830 punti. In controtendenza, l’MSCI Emerging Markets mostra un robusto +7,32% a 1.789 punti e l’MSCI World guadagna il +3,96% a 4.869, riflettendo verosimilmente movimenti tecnici di ribilanciamento più che una svolta di sentiment.

L’evento del giorno: BCE e la decisione sui tassi

Il vero protagonista della giornata è atteso nel pomeriggio. La Banca Centrale Europea si riunisce oggi — 10 e 11 giugno a Francoforte — e il mercato sconta quasi interamente un rialzo di 25 punti base, che porterebbe il tasso sui depositi dal 2% al 2,25% e il tasso principale di rifinanziamento dal 2,15% al 2,40%.

Si tratterebbe del primo rialzo dei tassi dopo quasi tre anni. Le aspettative sono state rafforzate nelle ultime settimane sia dalle attese degli operatori finanziari sia dalle dichiarazioni della presidente Christine Lagarde, che aveva rimandato ogni decisione alla riunione di giugno.

Il rialzo in sé è probabilmente già nei prezzi. Ciò che i mercati guarderanno con attenzione è il tono della conferenza stampa di Lagarde alle 14:45: un messaggio hawkish potrebbe pesare sull’azionario europeo, mentre un approccio data-dependent e cauto verrebbe accolto con maggiore sollievo. Le curve dei tassi indicano che gli operatori stanno già prezzando un possibile nuovo mini-ciclo restrittivo, con altri due potenziali interventi nel 2026, con particolare attenzione alle riunioni di settembre e dicembre.

L’annuncio ufficiale è atteso per le 14:15.

Medio Oriente: nella notte nuovi raid USA sull’Iran

Il quadro geopolitico si è ulteriormente deteriorato nelle ultime ore. Nella notte gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi raid aerei contro l’Iran, prendendo di mira strutture di sorveglianza militare, sistemi di comunicazione e siti di difesa aerea. L’Iran ha risposto annunciando attacchi di rappresaglia contro basi militari USA in Kuwait, Bahrein e Giordania, minacciando inoltre di colpire qualsiasi nave nello Stretto di Hormuz.

Si tratta di un’escalation significativa che aggiunge incertezza a una giornata già densa di appuntamenti. Il petrolio riflette questa volatilità: secondo MarketScreener, il WTI tratta intorno ai 91 dollari al barile (+1,15%) e il Brent avanza dell’1% a 94 dollari, ma le quotazioni sono destinate a oscillare con ogni nuovo aggiornamento dalla regione. Lo Stretto di Hormuz — attraverso cui transita circa un quinto della produzione mondiale di greggio — rimane il nodo cruciale: una chiusura effettiva avrebbe implicazioni inflazionistiche difficilmente gestibili per entrambe le sponde dell’Atlantico.

Piazza Affari: il risiko bancario resta il fil rouge

A Milano il tema dominante delle ultime sedute continua a essere il consolidamento bancario. Intesa Sanpaolo ha sferrato un’offerta pubblica di acquisto e scambio da 30,6 miliardi di euro su Monte dei Paschi di Siena. L’operazione prevede l’offerta di 16 azioni Intesa ogni 10 azioni MPS conferite, più 1 euro in contanti, con la contestuale cessione a Unipol di 635 filiali della banca senese. Banco BPM nel frattempo ha proposto una fusione alternativa con MPS per creare il secondo polo bancario italiano.

Il CdA di MPS ha avviato le valutazioni preliminari su entrambe le proposte, tenendo il listino milanese in uno stato di fermento che ha consentito a Piazza Affari di sovraperformare i principali partner europei nelle ultime sedute. STMicroelectronics, invece, continua a risentire delle pressioni sul comparto semiconduttori e merita attenzione nelle prossime ore.

Spread e valute

Lo spread BTP/Bund si attesta intorno a 76 punti base, con il rendimento del decennale italiano in area 3,78-3,81%. L’euro è stabile intorno a 1,155 dollari, in un contesto in cui la decisione BCE di oggi potrebbe muovere il cambio in entrambe le direzioni a seconda della guidance futura di Lagarde.

Cosa monitorare oggi

  • 14:15 — Comunicato BCE sui tassi
  • 14:45 — Conferenza stampa di Christine Lagarde
  • Aggiornamenti sullo Stretto di Hormuz e possibili escalation militari USA-Iran
  • Andamento di MPS, Mediobanca e Intesa Sanpaolo nel contesto dell’OPAS
  • Futures USA nelle prossime ore come indicatore del sentiment pre-apertura di Wall Street