

La seduta europea si è chiusa in territorio negativo, appesantita dalle tensioni geopolitiche e dal nuovo rialzo delle materie prime energetiche. I listini del Vecchio Continente hanno sofferto per gran parte della giornata, con vendite diffuse sui settori più ciclici.
A cambiare parzialmente il quadro è stata Wall Street: dopo un’avvio in ribasso, gli indici statunitensi hanno progressivamente recuperato terreno nel corso della seduta, riuscendo a chiudere in deciso miglioramento rispetto ai minimi di giornata.
I dati americani fanno riferimento alla chiusura delle ore 22:00 di ieri (02/03/26), elemento rilevante perché il recupero si è consolidato proprio mentre in Europa terminavano le contrattazioni.
Il segnale è interessante: il mercato statunitense continua a essere acquistato sui ribassi. Resta ora da capire se questo movimento verrà confermato dalle aperture asiatiche nella notte e, successivamente, dai listini europei nella prossima seduta.
Sul fronte delle materie prime, il blocco dello Stretto di Hormuz ha alimentato nuove tensioni:
- Greggio in rialzo, sostenuto dal rischio di interruzioni dell’offerta.
- Gas naturale in accelerazione per i timori sui flussi energetici.
- Oro nuovamente in corsa, con il ritorno della domanda di beni rifugio.
Le prossime 24 ore saranno decisive per comprendere se il recupero americano rappresenti un semplice rimbalzo tecnico o l’inizio di una fase di maggiore stabilizzazione.
