La speranza di un accordo USA-Iran entro fine mese spinge gli indici globali a nuovi massimi. L’S&P 500 sfonda quota 7.000, il Nasdaq infila l’undicesima seduta in rialzo. Milano sopra i 48.000 punti con MPS e Mediobanca protagoniste, mentre la Cina sorprende con un PIL trimestrale al +5%.
I mercati finanziari stanno probabilmente vivendo una delle fasi più euforiche degli ultimi mesi, sospinti da un mix di catalizzatori che, almeno sulla carta, sembra giustificare l’appetito per il rischio. Oggi, giovedì 16 aprile, Piazza Affari difende l’area dei record raggiunti nelle ultime sedute, mentre oltreoceano Wall Street continua la sua corsa dopo aver archiviato mercoledì un’altra seduta storica.
Wall Street riscrive i record, il Nasdaq vola da undici sedute
La seduta del 15 aprile ha segnato un nuovo capitolo per gli indici americani. Secondo i dati riportati da Investing e dall’agenzia Reuters, l’S&P 500 ha chiuso a 7.022,95 punti in rialzo dello 0,8%, un livello mai toccato prima. Il Nasdaq Composite ha messo a segno un balzo dell’1,59% a 24.016,02 punti, centrando così l’undicesima seduta consecutiva in territorio positivo — un dato che non si vedeva da tempo e che potrebbe suggerire una dinamica tecnica molto solida. Il Dow Jones, invece, ha fatto eccezione, cedendo lo 0,15% a 48.463,72 punti, penalizzato da una rotazione settoriale a favore della tecnologia.
Il motore del rally, probabilmente, è la percezione che il conflitto tra Stati Uniti e Iran possa avviarsi verso una soluzione diplomatica. Il presidente Donald Trump ha dichiarato il 15 aprile che la guerra con Teheran è “quasi finita” e che un accordo entro fine aprile resta “possibile”, pur avendo contestualmente dispiegato altri 10.000 soldati nell’area — una mossa che appare studiata per tenere alta la pressione negoziale in vista della scadenza della tregua del 21 aprile.
Piazza Affari tiene i record, banche italiane in grande spolvero
A Milano il FTSE MIB viaggia sopra i 48.000 punti, con l’indice che probabilmente sta consolidando i livelli raggiunti nelle ultime settimane più che cercare nuovi massimi nell’immediato. I protagonisti assoluti sono i titoli bancari: Monte dei Paschi di Siena prosegue la sua corsa con un rialzo di circa il 2,45%, dopo che l’assemblea del 15 aprile ha confermato Luigi Lovaglio alla guida della banca. La lista del socio Tortora (Plt), sostenuta in modo decisivo da Delfin e Banco BPM, ha prevalso sulla lista del cda uscente — un esito che molti analisti non davano per scontato e che potrebbe riaprire scenari di risiko bancario nei prossimi mesi.
In cima al listino si posiziona Mediobanca con un progresso del +3,18%, titolo che beneficia probabilmente proprio della nuova configurazione degli equilibri senesi. Interessante anche la mossa di Crédit Agricole, che ha rafforzato la propria quota in Banco BPM salendo al 22,8%, un segnale che gli appetiti transfrontalieri sul settore creditizio italiano restano vivi.
Bene anche Stellantis (+3%), dopo che la casa automobilistica ha comunicato consegne globali in crescita del 12% a 1,361 milioni di unità nel primo trimestre 2026, trainate soprattutto da Europa e Nord America. Lo spread BTP-Bund si muove in area 75-78 punti base, un livello che appare ampiamente sotto controllo.
Cina sorprende: PIL in accelerazione al +5%
Sul fronte macro, la notizia del giorno arriva da Pechino. I dati diffusi stamattina dall’Ufficio Nazionale di Statistica cinese mostrano un PIL cresciuto del 5% su base annua nel primo trimestre 2026, un dato che ha battuto nettamente le attese degli analisti ferme al 4,8%, secondo quanto riportato da Reuters. Si tratta di una chiara accelerazione rispetto al +4,5% del quarto trimestre 2025.
A trainare la crescita sono state probabilmente le esportazioni, salite del 14,7% grazie al contributo di semiconduttori, auto e cantieristica. Tuttavia, come evidenziato nell’analisi di Invezz, il quadro resta disomogeneo: le vendite al dettaglio sono cresciute solo dell’1,7% — un dato inferiore alle attese — e gli investimenti immobiliari hanno registrato un calo dell’11,2% su base annua. Il Politburo, atteso in riunione a fine mese, dovrà con ogni probabilità valutare se e quanto intervenire con nuovi stimoli.
Petrolio, oro e valute: il quadro si stabilizza
Le prospettive di distensione in Medio Oriente stanno probabilmente raffreddando i timori sul fronte energetico. Il future sul WTI si muove in area 91-92 dollari al barile, sostenuto anche dalla notizia del calo delle scorte USA di 5,1 milioni di barili nella settimana al 10 aprile. Il Brent resta stabile attorno a 94,96 dollari. Indiscrezioni secondo cui Teheran potrebbe consentire il passaggio del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz stanno probabilmente contribuendo a contenere i prezzi.
L’oro prova a recuperare terreno, dopo essere sceso di oltre l’8% dall’inizio del conflitto con l’Iran a fine febbraio. Il metallo giallo è sostenuto oggi da un dollaro più debole (euro/dollaro a 1,1805, +0,07%) e da rendimenti dei Treasury decennali in calo al 4,27%.
Fed e BCE: cosa aspettarsi
Sul fronte monetario, i trader secondo i dati riportati da MilanoFinanza vedono ora una probabilità del 29% di un taglio dei tassi da 25 punti base da parte della Fed entro la fine dell’anno. Prima della guerra con l’Iran, il consenso stimava due riduzioni nel 2026. Nel pomeriggio è attesa la pubblicazione dei verbali della riunione BCE di marzo (alle 13:30) che potrebbero fornire indicazioni sulla possibile traiettoria dei tassi europei. Attenzione poi all’indice Philadelphia Fed di aprile e alle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione USA (14:30), oltre alla produzione industriale americana di marzo (15:15).
Cosa guardare nelle prossime ore
Il quadro che emerge è probabilmente quello di mercati che stanno scontando uno scenario molto ottimistico: fine rapida del conflitto, resilienza dell’economia cinese, utili solidi nelle banche USA (Morgan Stanley e Bank of America hanno entrambe battuto le attese) e una Fed che potrebbe restare accomodante. Il rischio, tuttavia, è che qualunque inciampo sul fronte iraniano — ricordiamo che la tregua scade il 21 aprile — possa innescare prese di beneficio rapide, soprattutto dopo una corsa così prolungata. Come sempre, la prudenza resta d’obbligo.