Avvio di seduta positivo per le principali piazze del Vecchio Continente. Il FTSE MIB torna sopra i 50.000 punti, mentre il petrolio arretra sull’ipotesi di tregua tra Washington e Teheran. Giornata densa di appuntamenti macro.

I mercati europei aprono l’ultima seduta della settimana con il segno più. Alle 9:30 il FTSE MIB di Milano viaggia in area 50.043 punti, in progresso dello 0,44%, riportandosi sopra la soglia psicologica dei 50.000 dopo qualche giornata di incertezza. Bene anche Parigi, con il CAC 40 a +0,53%, mentre Francoforte resta più cauta (DAX +0,11%) e Londra avanza marginalmente (FTSE 100 +0,13%). In territorio positivo pure Zurigo (SMI +0,36%).

A dare la spinta è soprattutto il clima costruttivo arrivato dall’Asia e dagli Stati Uniti. Wall Street ha chiuso la vigilia ai massimi storici sull’S&P 500, attorno ai 7.564 punti, con il Nasdaq 100 brillante (+0,84%). In nottata il Nikkei giapponese ha guadagnato circa il 2,6%, anche se la Cina è rimasta indietro, con lo Shanghai Composite in flessione dello 0,73%.

Il vero catalizzatore della giornata sembra essere il dossier geopolitico. Secondo quanto riportato da Bloomberg, Stati Uniti e Iran avrebbero raggiunto un’intesa preliminare per estendere il cessate il fuoco di 60 giorni e avviare nuovi colloqui sul programma nucleare di Teheran. La cautela, però, resta d’obbligo: Donald Trump ha precisato che qualsiasi accordo dipenderà dal raggiungimento di un’intesa “favorevole” per gli Usa, e il via libera definitivo potrebbe arrivare nelle prossime quarantotto ore. Sul fronte diplomatico, oggi è atteso a Washington l’incontro tra il segretario di Stato Marco Rubio e il ministro degli Esteri pakistano.

Le speranze di distensione si riflettono in modo netto sul greggio. Il WTI è scivolato sotto i 90 dollari, scambiando intorno agli 83 dollari, con il Brent poco sopra i 91, secondo i dati riportati da MilanoFinanza. Un allentamento delle tensioni nel Golfo, con l’eventuale riapertura dello Stretto di Hormuz, ridurrebbe probabilmente il premio al rischio sull’energia, un fattore che potrebbe pesare anche sulle aspettative di inflazione globale.

Sul listino milanese, i riflettori restano puntati sul risiko bancario. Come riferito da MarketScreener e dall’agenzia Adnkronos, ci sarebbero stati contatti tra MPS e Banco BPM in vista di una possibile integrazione, nelle settimane successive all’assemblea che ha riconfermato l’amministratore delegato Luigi Lovaglio. Secondo le stesse fonti, Banco BPM potrebbe affiancare Goldman Sachs agli advisor già coinvolti, Citi e Lazard. Un’operazione che, se confermata, ridisegnerebbe gli equilibri del settore, anche perché diluirebbe il peso del francese Crédit Agricole, primo azionista di Piazza Meda. Da seguire anche Eni, sensibile ai movimenti del petrolio.

SpaceX verso la quotazione: occhi puntati sulla maxi-IPO del 12 giugno

A tenere banco sui mercati internazionali c’è anche il dossier SpaceX, che si avvia a diventare probabilmente l’evento finanziario dell’anno. A maggio la società di Elon Musk ha depositato il prospetto S-1 presso la SEC, avviando formalmente l’iter per lo sbarco sul Nasdaq con il ticker SPCX. Il debutto è atteso, secondo le indiscrezioni raccolte dalla stampa specializzata, intorno al 12 giugno: l’operazione punterebbe a una valutazione vicina ai 1.750 miliardi di dollari, cifra che la renderebbe la più grande offerta pubblica iniziale mai realizzata. 

I numeri emersi dal prospetto raccontano un gruppo in forte crescita ma non ancora a profitto. Nel 2025 i ricavi hanno toccato i 18,7 miliardi di dollari, in aumento del 33%, a fronte però di una perdita netta consolidata di 4,9 miliardi; il primo trimestre 2026 si è chiuso con un fatturato di circa 4,7 miliardi, di cui oltre il 60% generato da Starlink. Da seguire con attenzione, perché l’esito della quotazione dipenderà molto dalla narrativa attorno a Starlink e alla nuova Starship, il cui dodicesimo volo di test, andato in scena il 23 maggio, ha mostrato progressi pur con qualche anomalia ancora aperta.

L’effetto traino, intanto, si fa già sentire. Come segnalato da Reuters, l’attesa per la quotazione sta alimentando acquisti sull’intero comparto aerospaziale quotato, con diverse case d’affari che hanno rivisto al rialzo i target price del settore. Diversi osservatori, tuttavia, invitano alla prudenza: l’entusiasmo potrebbe in parte aver allontanato i prezzi dai fondamentali, e non è da escludere qualche presa di profitto man mano che ci si avvicina alla data del collocamento.

I prossimi appuntamenti

Quanto agli appuntamenti, la giornata è particolarmente ricca sul fronte dei prezzi. In agenda ci sono i dati preliminari sull’inflazione di maggio per Spagna, Italia, Francia e Germania, oltre al PIL e al tasso di disoccupazione italiani; dagli Stati Uniti sono attesi la bilancia commerciale e il PMI di Chicago. Numeri che gli operatori leggeranno con attenzione, perché un’eventuale sorpresa al rialzo sui prezzi potrebbe rafforzare l’orientamento prudente della BCE e muovere i rendimenti dei titoli di Stato.

In sintesi, la seduta si apre con un tono moderatamente ottimista, ma probabilmente i volumi resteranno condizionati dall’attesa per le pubblicazioni macro e per gli sviluppi sull’Iran. Difficile, allo stato attuale, attendersi movimenti direzionali decisi prima del pomeriggio.