Martedì 21 aprile 2026 — I mercati finanziari europei si avviano a una giornata che si preannuncia probabilmente delicata, con gli investitori ancora in modalità difensiva dopo il rosso diffuso della vigilia. Il nodo resta lo stesso delle ultime sessioni: lo Stretto di Hormuz e la fragile tregua tra Stati Uniti e Iran, che sta dettando i tempi a petrolio, gas e azionario. A questo si aggiunge una settimana di trimestrali americane fra le più dense dell’intero calendario 2026, con Tesla attesa al varco e un consenso di mercato che, forse, è già stato abbassato abbastanza da lasciare spazio a sorprese.

Wall Street chiude in leggera flessione, cautela sui futures

La seduta di lunedì a New York si è chiusa con variazioni contenute ma in territorio negativo. Secondo i dati riportati da Reuters e Investing.com, il Dow Jones ha ceduto circa lo 0,01%, il Nasdaq Composite ha perso lo 0,26% e lo S&P 500 si è fermato con un calo intorno allo 0,13-0,3%, dopo tre chiusure record consecutive nella settimana precedente. Il settore tecnologico, sorprendentemente, ha messo a segno quella che sarebbe la quattordicesima seduta positiva consecutiva secondo Yahoo Finance, segnale che probabilmente indica come la rotazione difensiva non sia ancora diventata una vera fuga dal rischio.

Il quadro resta comunque di reazione misurata: gli indici sono scesi dai massimi, ma senza panico. La percezione è che il mercato stia prezzando uno scenario in cui la crisi iraniana rimane contenuta, con un premio al rischio energetico limitato.

Petrolio: premio Hormuz di nuovo sui prezzi

Il dato più eloquente arriva dalle commodity. Dopo il sequestro da parte della U.S. Navy della nave cargo iraniana M/V Touska e la decisione di Teheran di bloccare nuovamente il transito nello Stretto, il WTI è balzato di circa il 5-6% nella giornata di lunedì, arrivando in area 88-89 dollari al barile. Il Brent si è portato sopra i 94 dollari, come riportato da ANSA e sbirciala notizia.

Stamattina, secondo i dati de Il Sole 24 Ore, il Brent quota intorno a 94,92 dollari, in leggera limatura (-0,59%). Un raffreddamento modesto che probabilmente riflette più un’attesa che una reale distensione: ricordiamo che venerdì 17 aprile, con la prima apertura dello Stretto, il greggio era crollato di oltre il 10%. Il mercato oggi sta chiaramente prezzando l’incertezza più del fatto compiuto.

Sul fronte gas, il future TTF di Amsterdam è tornato sopra i 40 euro/MWh (40,23 euro con un +3,8%), rimettendo sotto pressione il tema inflazione europea — un aspetto che probabilmente non sfuggirà alla BCE. Christine Lagarde, intervenuta di recente, ha ricordato che un conflitto prolungato con l’Iran potrebbe frenare la crescita dell’area euro e spingere l’inflazione oltre le proiezioni già riviste al rialzo.

Piazza Affari: apertura cauta, focus su Moncler e Saipem

Il FTSE MIB aveva chiuso la seduta di lunedì intorno ai 48.331 punti con un calo dell’1,10%, appesantito dallo stacco cedole e dalle tensioni geopolitiche. Le borse europee nel loro complesso avevano registrato un rosso simile: DAX -1,44%, CAC 40 -1,1%, FTSE 100 -0,36%.

La giornata odierna potrebbe essere guidata da due elementi interni:

  • Trimestrali italiane: secondo il calendario Borsa Italiana, oggi si riuniscono i CdA di Moncler e Saipem per l’esame dei dati del primo trimestre 2026. Moncler in particolare, con la sua esposizione al lusso e ai mercati asiatici, rappresenta un test interessante sulla tenuta della domanda in un contesto macro più complesso.
  • Settore oil: probabilmente in controtendenza rispetto al listino, come già accaduto ieri, con Eni e Saipem beneficiate dal premio geopolitico sul greggio.

Sul fronte obbligazionario, lo spread BTP-Bund si era portato sotto quota 74 punti base lunedì, un livello che — nonostante il contesto — continua a suggerire una fiducia degli investitori esteri probabilmente solida sul debito italiano. Oggi la Germania offrirà 6 miliardi di nuovi Schatz giugno 2028, mentre il MEF ha già comunicato le caratteristiche dei BTP short term in emissione il 24 aprile.

Macro: occhio allo ZEW tedesco

Alle 11.00 italiane arriverà l’indice ZEW sul sentiment economico tedesco per aprile, insieme alla componente sulla situazione corrente. Un dato che forse peserà più del solito sulle attese di crescita dell’area euro, considerando il contesto geopolitico che sta probabilmente deteriorando la fiducia delle imprese. Dagli Stati Uniti, nel pomeriggio, sono attese le vendite al dettaglio di marzo (ore 14.30): un indicatore chiave per capire se il consumatore americano sta ancora reggendo nonostante i tassi elevati.

Asia: dati in arrivo nella notte

I mercati asiatici stanno chiudendo una seduta probabilmente condizionata dal tono cauto di Wall Street. Il Nikkei 225 a Tokyo e l’Hang Seng di Hong Kong sono attenzionati in particolare per la reazione al rinnovato premio sul petrolio, che penalizza strutturalmente le economie asiatiche importatrici di energia.

La settimana delle trimestrali USA: Tesla osservata speciale

La settimana dal 20 al 24 aprile è probabilmente una delle più intense di tutta la earnings season. Riportano i conti, tra gli altri:

  • Tesla — il consenso di Wall Street, secondo i dati aggregati, si attesta intorno a 0,37 dollari di EPS su ricavi di 22,71 miliardi. Il titolo ha interrotto la scorsa settimana una striscia di otto settimane negative, chiudendo intorno ai 388,90 dollari. Gli analisti di Middlefield Group osservano come le valutazioni siano scese a livelli che stanno attirando anche investitori “value”, fatto piuttosto insolito per il titolo di Elon Musk.
  • 3M — oggi in mattinata, con consenso Zacks su ricavi a 6,03 miliardi (+4,3% a/a) ed EPS di 2,02 dollari. Il titolo ha battuto le attese negli ultimi quattro trimestri consecutivi, con una sorpresa media del 4,6%.
  • Nei giorni successivi: UnitedHealth, Intel, IBM, Boeing, ServiceNow, AT&T, Lockheed Martin e STMicroelectronics.

Il contesto per Tesla è particolare: dopo il crollo di Netflix della settimana scorsa (gap ribassista dal 17 aprile, titolo sotto quota 100 dollari dopo la trimestrale del 16 aprile), il mercato ha probabilmente imparato che anche numeri “buoni” possono non bastare se le aspettative sono state costruite troppo in alto. Per Tesla, paradossalmente, il consenso relativamente prudente potrebbe trasformarsi in un vantaggio: bastano risultati “meno peggiori del previsto” per innescare una reazione positiva, soprattutto se la guidance sul secondo trimestre non deluderà.

In sintesi: cosa guardare oggi

La sessione odierna si giocherà probabilmente su tre variabili chiave:

  1. L’evoluzione dei negoziati USA-Iran — il vicepresidente JD Vance dovrebbe proseguire i colloqui a Islamabad, e ogni segnale di distensione o escalation impatterà direttamente su petrolio e azionario.
  2. Il dato ZEW tedesco — fotografia del sentiment dopo l’ultima settimana di tensioni.
  3. Le trimestrali europee — Moncler in testa, per capire la direzione del lusso.

Il tono generale resta cautamente difensivo, ma non allarmato. Come spesso accade in fasi di alta incertezza geopolitica, la vera notizia potrebbe arrivare a mercati già chiusi.