Piazza Affari aggiorna i massimi storici mentre il Brent crolla di oltre il 4%. Stellantis vola, Eni paga lo scenario distensivo. Wall Street guarda al ritorno della tregua Usa-Iran

I listini europei procedono con cautela ma sui livelli più alti dell’anno nella seduta di mercoledì 27 maggio 2026, sostenuti da uno scenario geopolitico che, almeno per ora, sembra muoversi nella direzione che gli investitori aspettavano da settimane. Il FTSE MIB, secondo i dati Investing aggiornati intorno all’orario di pranzo, viaggia in area 50.049 punti con un progresso dello 0,30%, consolidando il posizionamento sopra la soglia psicologica dei 50.000 punti e restando a ridosso dei massimi storici aggiornati appena qualche seduta fa. Anche il DAX di Francoforte si muove in territorio positivo (+0,46% a 25.322 punti), mentre Londra appare più cauta.

Il vero motore della giornata, però, non è tanto sui listini quanto sul greggio. Stando alle informazioni diffuse da Reuters e rilanciate dal Sole 24 Ore Radiocor, l’Iran si sarebbe impegnato a ripristinare il traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz ai livelli prebellici entro un mese, nell’ambito di un accordo quadro con Washington. Una notizia che, se confermata nei prossimi passaggi negoziali, potrebbe davvero cambiare gli equilibri energetici degli ultimi mesi.

Il petrolio paga la distensione

L’effetto sui prezzi è stato immediato e violento. Il WTI cede oltre il 5% scendendo in area 88,90 dollari al barile, mentre il Brent arretra di circa il 4% intorno a 92,71 dollari, dopo aver toccato i 99 dollari nella chiusura di martedì. È probabile che, almeno nel breve, il movimento ribassista possa proseguire, anche se molto dipenderà dalla tenuta effettiva della tregua: il mercato del petrolio, in queste ultime settimane, ha già mostrato di sapersi muovere in entrambe le direzioni con estrema rapidità.

Il gas naturale, invece, si muove in controtendenza con un +1,4% sui futures, mentre l’indice IGI (Italian Gas Index) per il 27 maggio si attesta a 47,53 euro/MWh, in calo rispetto ai 48,25 euro/MWh della seduta precedente secondo i dati Teleborsa.

Piazza Affari: Stellantis corre, Eni soffre

A Milano la giornata racconta bene la divaricazione tipica delle fasi distensive. Stellantis svetta tra i migliori del paniere principale con un progresso del 3,34% a 6,989 euro, sostenuto probabilmente anche dai dati sulle immatricolazioni di aprile diffusi nelle ultime ore, che indicano una crescita del 5,5% nell’Unione Europea. Bene anche il comparto bancario: Intesa Sanpaolo sale del 2% a 5,82 euro, BPER avanza del 2,1%, mentre Banco BPM segna +0,86%. Da segnalare il rimbalzo di Avio (+6,27%) e di Brunello Cucinelli (+4,27%) tra i titoli ad alta capitalizzazione.

Sul fronte opposto, come spesso accade in questi scenari, soffrono i titoli oil e utility. Eni cede il 3,26% a 22,41 euro, penalizzata direttamente dal calo del greggio, mentre Saipem (SPMI) lascia sul terreno oltre il 3%. In rosso anche Enel (-2,12%) e A2A (-1,65%). Ferrari, dopo il pesante tonfo dell’8,3% accumulato nella seduta di martedì in scia all’accoglienza fredda riservata dal mercato alla prima vettura interamente elettrica del Cavallino (proposta a partire da 550.000 euro), prova a stabilizzarsi con un timido +0,46%.

Lo spread si stringe, occhi sui BTp

Sul mercato obbligazionario si registra un movimento coerente con il quadro: lo spread tra BTp decennale e Bund tedesco si attesta a 72 punti base, in calo dai 73 della chiusura precedente, mentre il rendimento del decennale italiano scivola sotto la soglia del 3,71%. È un segnale che, almeno nelle ultime ore, gli investitori stanno tornando a vedere il debito italiano con minore avversione al rischio. L’asta BoT semestrale di oggi, con scadenza novembre 2026, ha registrato un rendimento superiore al 2,4%, dato che conferma una domanda ancora solida sul fronte del breve termine.

Wall Street in attesa: tech ancora protagonista

Negli Stati Uniti i futures suggeriscono un avvio in moderato rialzo per l’S&P 500 (+0,36% in area 7.546 punti), mentre il Dow Jones potrebbe partire in leggero calo (-0,23%). Vale la pena ricordare che martedì 26 maggio sia l’S&P 500 sia il Nasdaq Composite avevano chiuso a nuovi massimi storici (rispettivamente a 7.519 e 26.656 punti), trainati dal rally del comparto chip e dall’entusiasmo per i progressi della trattativa con Teheran. Goldman Sachs, secondo quanto riportato da Investing, ha alzato il target di fine anno sull’S&P 500 a 8.000 punti dai precedenti 7.600, un movimento che riflette probabilmente una visione costruttiva sulla seconda parte dell’anno, pur in un contesto che resta esposto a variabili geopolitiche di non facile lettura.

Cosa monitorare nelle prossime ore

Sul fronte macro, la fiducia dei consumatori francesi di maggio è scesa a 82 punti dai precedenti 84 (Insee), sotto le attese fissate a quota 83 punti. Un dato che, pur non muovendo i listini in modo significativo, suggerisce che il quadro della domanda interna europea resta fragile.

L’attenzione degli operatori nelle prossime sedute resterà probabilmente concentrata su tre variabili: la tenuta effettiva dell’accordo Usa-Iran (con particolare riferimento al ripristino dei flussi attraverso Hormuz), l’andamento del greggio e la conferma dei massimi tecnici a Piazza Affari, dove il superamento stabile dei 50.000 punti potrebbe aprire la strada a ulteriori movimenti rialzisti. Sempre tenendo a mente che, in fasi come questa, le rotazioni settoriali possono essere rapide e che la divaricazione tra titoli oil e finanziari potrebbe accentuarsi nelle prossime ore.