Apertura positiva per Piazza Affari il 13 maggio 2026. L’indice FTSE MIB segna un progresso dello 0,88% e si porta a quota 49.421 punti intorno alle 9:17, in un avvio di seduta che vede l’intera Europa muoversi in territorio positivo nonostante il dato sull’inflazione americana di aprile abbia complicato il quadro per i tagli dei tassi della Federal Reserve.

Europa compatta in verde, ma Wall Street ha chiuso debole
Il Vecchio Continente apre la giornata con un tono costruttivo. Oltre al rialzo di Milano, il DAX di Francoforte avanza dello 0,73% a 24.129 punti, mentre il FTSE 100 londinese guadagna lo 0,78% portandosi a 10.346 punti. Più cauto il CAC 40 parigino (+0,21% a 7.997 punti), mentre lo SMI svizzero segna un +0,48% a quota 13.183.
Il movimento appare in parte un recupero tecnico dopo la giornata di ieri, quando l’inflazione USA al 3,8% annuo — il massimo dal 2023 secondo i dati del Bureau of Labor Statistics riportati da Teleborsa — aveva spinto Wall Street in territorio negativo. Il S&P 500 ha chiuso a 7.401 punti (-0,16%), mentre il Nasdaq 100 ha lasciato sul terreno lo 0,87% fermandosi a 29.065 punti. Il Dow Jones è riuscito a chiudere in marginale rialzo (+0,11% a 49.761 punti), probabilmente sostenuto da una rotazione settoriale verso i titoli più difensivi.
L’inflazione americana cambia (forse) le carte in tavola
Il dato sul CPI di aprile rappresenta probabilmente il vero spartiacque di questa settimana per i mercati globali. Secondo le rilevazioni di Reuters, l’accelerazione è stata trainata da benzina, alimentari e voli aerei: una combinazione che riflette le tensioni geopolitiche persistenti legate al conflitto con l’Iran e al rialzo dei costi energetici.
Il petrolio Brent continua a viaggiare sopra la soglia psicologica dei 100 dollari al barile, e secondo le proiezioni di JP Morgan riportate da MilanoFinanza potrebbe rimanere su questi livelli per gran parte del 2026, anche in caso di riapertura completa dello Stretto di Hormuz. Per la Federal Reserve, mantenere un atteggiamento accomodante diventa così probabilmente più complicato: il mercato sembra ora scontare un percorso di tagli dei tassi più graduale di quanto si attendesse fino a poche settimane fa.
Asia mista, ma il Topix vola
Anche dall’Asia arrivano segnali a doppia velocità . Il Topix giapponese registra un robusto +1,20% a 3.919 punti, probabilmente trainato ancora una volta dai titoli tecnologici e dall’entusiasmo per il tema dell’intelligenza artificiale. Lo Shanghai Composite chiude in rialzo dello 0,67% a 4.243 punti. Sui mercati emergenti, l’indice MSCI Emerging segna un +0,52% a 1.708, mentre l’MSCI World si mantiene poco mosso (+0,16% a 4.758).
Trimestrali a Piazza Affari: occhi su Snam, Recordati, Hera e Buzzi
La giornata di oggi è particolarmente densa sul fronte societario. Secondo il calendario riportato da Soldionline, oggi pubblicheranno i conti del primo trimestre 2026 quattro pesi massimi del FTSE MIB: Snam, Recordati, Hera e Buzzi. Le conference call di Snam e Recordati sono attese per la stessa giornata, e potrebbero rappresentare il principale market mover per Piazza Affari nelle prossime ore.
Sul fronte obbligazionario, il MEF colloca oggi tre BTP nell’asta a medio-lungo termine, in un momento in cui lo spread BTP-Bund si era recentemente assestato intorno ai 77 punti base con il rendimento del decennale italiano vicino al 3,87%.
Cosa aspettarsi nelle prossime ore
Il sentiment di mercato resta probabilmente sospeso tra due forze contrapposte: da un lato la solidità degli utili aziendali europei — confermata dalle ultime trimestrali bancarie italiane — dall’altro l’incertezza macroeconomica legata a inflazione persistente, petrolio alto e geopolitica fragile. L’apertura di Wall Street nel pomeriggio sarà probabilmente il prossimo test importante: gli investitori cercheranno conferme sulla tenuta del comparto tecnologico dopo il calo del Nasdaq di ieri.
Da non sottovalutare, infine, il viaggio del presidente Trump in Cina previsto in questi giorni, considerato da molti operatori l’ultima possibile leva diplomatica per stemperare la crisi mediorientale. Un eventuale segnale di distensione potrebbe innescare una nuova rotazione verso il risk-on sui mercati globali.