8 aprile 2026 — InvestireHub
Apertura esplosiva per le Borse europee, che festeggiano l’annuncio del cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran. Il presidente Donald Trump ha accettato la tregua a condizione della riapertura completa dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il transito di circa un quinto del petrolio mondiale. Teheran ha confermato la disponibilità a garantire il passaggio sicuro delle navi, in coordinamento con le proprie forze armate.

Piazza Affari vola, Francoforte guida il rimbalzo
Il Ftse Mib apre in rialzo di oltre il 4%, portandosi a quota 47.237 punti. A trainare il listino milanese è Unicredit, che segna un balzo del 9%, seguita da Mps, Banco Bpm, Stellantis e Buzzi, tutti protagonisti di acquisti sostenuti. Il clima di euforia si estende a tutto il comparto bancario e industriale, i settori che nelle settimane scorse avevano pagato il prezzo più alto dell’escalation militare nel Golfo.
Francoforte si distingue come la piazza migliore d’Europa con il Dax in progresso del 5,13%. Il Cac 40 di Parigi avanza del 3,54%, mentre Londra segue con il Ftse 100 in rialzo del 2,7%. I futures americani confermano il tono positivo: il Dow Jones segna +2,47% e l’S&P 500 +2,65%.
Petrolio in caduta libera, gas in picchiata
Il vero terremoto si registra sul mercato delle materie prime energetiche. Il Wti con consegna a maggio crolla del 15,3% a 95,67 dollari al barile, mentre il Brent scivola del 14% a 93,93 dollari, toccando i livelli più bassi da metà marzo. Il gas naturale europeo non è da meno: i contratti TTF perdono il 17,3%, scendendo a 44 euro per megawattora.
Il crollo è la diretta conseguenza dell’allentamento delle tensioni sullo Stretto di Hormuz. Per settimane i mercati avevano prezzato il rischio di un blocco prolungato della rotta, facendo schizzare le quotazioni del greggio ben oltre i 110 dollari. Ora che la tregua apre uno spiraglio concreto, i trader scaricano le posizioni speculative accumulate nelle ultime sedute.
I prossimi passi: tutti gli occhi su Islamabad
La partita, però, è tutt’altro che chiusa. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha invitato le delegazioni di Washington e Teheran a Islamabad per venerdì 10 aprile, dove si negozierà il cosiddetto “accordo di Islamabad”: una tregua estesa a 45 giorni che dovrebbe coprire lo sblocco definitivo di Hormuz e il nodo del programma nucleare iraniano.
I mercati, per ora, scommettono sull’esito positivo dei negoziati. Ma gli analisti invitano alla prudenza: una tregua di due settimane non equivale a una pace duratura, e qualsiasi segnale di rottura potrebbe invertire bruscamente il sentiment. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se il rally odierno è l’inizio di una fase di normalizzazione o solo una fiammata di sollievo destinata a rientrare.