L’apertura di Piazza Affari si preannuncia cauta in una seduta orientata dai negoziati Usa-Iran attesi per oggi, dal petrolio oltre i 100 dollari e dall’eco della trimestrale di Tesla dopo la chiusura di Wall Street.

I listini del Vecchio Continente si avvicinano all’ultima seduta della settimana con un’andatura che probabilmente resterà prudente, in un quadro dove le pressioni geopolitiche continuano a convivere con il rinnovato entusiasmo sul comparto tecnologico. La fotografia lasciata dalla seduta di ieri, 23 aprile, racconta un’Europa a due velocità: Piazza Affari ha chiuso in lieve progresso, mentre le altre piazze continentali hanno prevalentemente trattato in territorio negativo.

La chiusura di ieri: Milano tiene, spinta dal rally di STM

Il FTSE MIB ha archiviato la giornata di giovedì con un progresso dello 0,26% a quota 47.907 punti, secondo i dati riportati da Soldionline e da Borsa Italiana, oscillando in una forchetta piuttosto contenuta tra i 47.504 e i 47.988 punti. Il controvalore degli scambi è salito a circa 3,56 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 3,34 miliardi della seduta precedente — un segnale che suggerisce come gli investitori siano rimasti attivi nonostante la volatilità.

La vera protagonista della seduta milanese è stata STMicroelectronics, che ha messo a segno un rialzo superiore al 14%, toccando i massimi da marzo 2024. Il balzo, documentato da MilanoFinanza, è arrivato sulla scia di ricavi trimestrali da 3,1 miliardi di dollari, in crescita del 23% su base annua, e di una guidance per il secondo trimestre che ha forse sorpreso in positivo, con attese di ricavi intorno ai 3,45 miliardi di dollari. Il tema dell’intelligenza artificiale continua probabilmente a rappresentare il principale catalizzatore per il titolo, insieme al contributo dell’acquisizione del business dei sensori MEMS da NXP.

Sul fronte opposto, DiaSorin ha ceduto il 4,19% chiudendo a 59,98 euro, mentre Amplifon ha perso il 2,68% attestandosi a 9,594 euro. Pressione diffusa anche sul comparto bancario, con Unicredit, Banco Bpm e Nexi in flessione di oltre un punto percentuale, secondo quanto riportato da MilanoFinanza.

Le altre piazze europee hanno invece faticato: il DAX di Francoforte, il CAC 40 di Parigi e il FTSE 100 di Londra hanno tutti mostrato un andamento cauto, con l’indice paneuropeo Stoxx 600 che, stando ai dati di Investing.com, resta sui livelli di consolidamento delle ultime sedute.

Il nodo Medio Oriente: oggi possibile ripresa dei negoziati

La variabile che probabilmente peserà di più sulle contrattazioni odierne è rappresentata dalla ripresa, attesa proprio per oggi venerdì 24 aprile, dei colloqui tra Stati Uniti e Iran. Secondo quanto anticipato dal New York Post e ripreso dalle principali testate finanziarie italiane, l’incontro potrebbe rappresentare un punto di svolta — o, al contrario, il preludio a una nuova fase di stallo.

Il presidente Donald Trump ha dichiarato nei giorni scorsi di voler estendere a tempo indeterminato il cessate il fuoco fino a quando Teheran non presenterà una proposta negoziale concreta. Il blocco navale statunitense sullo Stretto di Hormuz resta però attivo, e secondo stime riferite dallo stesso Trump l’Iran starebbe perdendo circa 500 milioni di dollari al giorno. È uno scenario che continua a tenere alta la tensione sul petrolio: il Brent viaggia sopra i 100 dollari al barile, con il WTI in area 94 dollari stando ai dati di ieri.

Asia contrastata, Wall Street alla prova Tesla

La seduta asiatica, che fa da apripista per l’Europa, ha offerto indicazioni contrastanti. Il Nikkei di Tokyo, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, ha aperto in progresso dello 0,49% a quota 59.429 punti, recuperando dopo il ribasso di ieri (-0,75%) che era seguito al tocco intraday della soglia storica dei 60.000 punti. Andamento meno brillante per Hong Kong, con l’Hang Seng in calo dello 0,72%, e per Shanghai (-0,62%) e Shenzhen (-1,29%).

Oltreoceano, gli operatori europei dovranno fare i conti con l’eco della trimestrale di Tesla, diffusa mercoledì sera dopo la chiusura di Wall Street. Il titolo ha avviato il ciclo di pubblicazioni delle cosiddette “Magnifiche Sette”, concentrate in larga parte tra il 29 e il 30 aprile. Il consensus si attendeva un EPS adjusted intorno a 0,33 dollari, come riportato da IG, ma il mercato guarderà soprattutto agli aggiornamenti su Robotaxi, Cybercab e progetto Optimus — temi che potrebbero orientare l’umore del comparto tech nelle prossime sedute.

Secondo l’analisi pubblicata da eToro, lo S&P 500 ha archiviato la scorsa settimana cinque sedute consecutive in verde con un progresso del 4,54%, il primo “en plein” del 2026. Un segnale di forza che tuttavia, osservano diversi analisti, richiede adesso una conferma dal lato degli utili.

BTP, euro e materie prime: i livelli da tenere d’occhio

Lo spread BTP-Bund, secondo le ultime rilevazioni di ieri riportate da MilanoFinanza, si è mosso in area 78-79 punti base, con il rendimento del decennale italiano risalito al 3,81% sulla scia dell’allarme lanciato dall’OCSE sull’impatto del rincaro energetico sull’economia italiana. L’organizzazione parigina ha rivisto le stime di crescita del PIL italiano a +0,4% per il 2026 e a +0,6% per il 2027.

L’euro scambia poco sotto la soglia di 1,17 contro il dollaro, in area 1,1691, in un contesto dove la presidente della BCE Christine Lagarde ha recentemente sottolineato come l’Eurozona stia affrontando un periodo di incertezza eccezionale, con rischi sull’inflazione orientati al rialzo nel breve termine.

Cosa guardare a Piazza Affari oggi

Sul listino milanese l’attenzione resterà probabilmente concentrata su tre fronti. Il primo è il comparto petrolifero: Eni, Saipem e Tenaris dovrebbero continuare a beneficiare delle quotazioni elevate del greggio, anche se un’eventuale svolta positiva nei negoziati Usa-Iran potrebbe innescare una rapida rotazione settoriale. Il secondo è il tech, con STM che, dopo il rally di ieri, potrebbe vivere una fase di presa di beneficio o, al contrario, estendere i guadagni se il sentiment globale sull’AI resterà costruttivo. Il terzo fronte riguarda il settore bancario, dove l’attesa per le trimestrali di Unicredit, Intesa, Mps, Bper e Banco Bpm — complessivamente attese oltre i 7 miliardi di utili secondo le stime di consenso — dovrebbe presto entrare nel vivo.

In sintesi, la seduta odierna si preannuncia come una giornata di probabile cautela, con gli investitori verosimilmente in attesa di segnali concreti dal fronte geopolitico e dalle prossime trimestrali. Il rischio di un’apertura volatile resta però elevato, considerando che il mercato ha forse già prezzato uno scenario di de-escalation che i fatti sul campo non hanno ancora pienamente validato.