Hedge fund o private credit? Perché gli investitori stanno cambiando idea

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Per diversi anni il private credit è stato uno degli investimenti preferiti da fondi pensione, assicurazioni e grandi patrimoni. Offriva interessi elevati e valori apparentemente stabili.

Oggi alcuni investitori istituzionali stanno tornando a guardare con maggiore interesse agli hedge fund. Un sondaggio di Bank of America su 321 investitori professionali, riportato da Reuters, rileva maggiore domanda per i fondi azionari e le piattaforme che riuniscono più gestori. L’atteggiamento verso il private credit è invece diventato più prudente. (Reuters, 15 settembre 2026)

Non significa che gli hedge fund siano diventati sicuri o che il private credit non sia più interessante. Gli investitori stanno rivalutando un elemento spesso sottovalutato: la possibilità di recuperare il capitale quando serve.

Per comprendere il fenomeno, partiamo dalle basi.

Che cos’è il private credit

Nel private credit un fondo raccoglie capitale dagli investitori e lo presta direttamente alle imprese, senza passare dal normale mercato obbligazionario.

L’impresa paga gli interessi e, alla scadenza, dovrebbe restituire il capitale. Il risultato del fondo dipende quindi da tre fattori:

  • gli interessi incassati;
  • la capacità dell’impresa di rimborsare il debito;
  • quanto si riesce a recuperare se l’impresa entra in difficoltà.

Molti prestiti sono a tasso variabile e garantiti da attività dell’azienda. Possono quindi offrire reddito e alcune protezioni al finanziatore.

Il limite è che questi prestiti non vengono scambiati ogni giorno in Borsa. Venderli rapidamente può essere difficile e il loro valore viene spesso stimato attraverso modelli, confronti e valutazioni periodiche.

Che cos’è un hedge fund

Un hedge fund è un fondo flessibile, normalmente destinato a investitori professionali o qualificati.

Può acquistare diversi strumenti oppure vendere allo scoperto un titolo, cioè puntare su una sua discesa. Alcuni fondi seguono la direzione dei mercati; altri cercano di sfruttare la differenza tra due titoli o settori.

Per esempio, un gestore può acquistare l’azienda che ritiene più forte e puntare contro un concorrente più debole. Può guadagnare se la prima si comporta meglio della seconda, anche senza un forte rialzo del mercato.

Questa libertà offre più possibilità, ma anche più rischi. Il gestore può sbagliare, utilizzare troppa leva finanziaria o dover chiudere una posizione nel momento peggiore. Molti hedge fund prevedono inoltre periodi in cui il capitale non può essere ritirato e finestre di rimborso limitate. (Investor.gov)

Perché gli hedge fund stanno attirando più interesse

Quando settori e aziende si muovono in direzioni diverse, un gestore attivo ha più occasioni per distinguere vincitori e perdenti. Gli hedge fund possono cambiare rapidamente le posizioni e, in alcuni casi, ridurre l’esposizione generale al mercato. Questa flessibilità può essere preziosa quando aumentano volatilità, tassi e rischi geopolitici.

Le piattaforme multi-manager affidano inoltre il capitale a team specializzati in mercati diversi, riducendo la dipendenza da un solo gestore.

Il vantaggio ha un costo: commissioni elevate, strutture complesse e possibile utilizzo della leva. Se molti fondi possiedono gli stessi titoli, possono essere costretti a venderli insieme e aggravare il ribasso.

Perché cresce la prudenza sul private credit

Il private credit ha spesso mostrato rendimenti più regolari dei mercati quotati. Ma una minore volatilità osservata non significa necessariamente un rischio inferiore.

Pensiamo a una casa. Il fatto che non venga stabilito un nuovo prezzo ogni minuto non significa che il suo valore non possa diminuire. Significa semplicemente che la variazione diventa visibile soltanto quando viene effettuata una nuova valutazione o quando si prova a vendere.

Lo stesso accade con un prestito privato. Finché l’impresa paga, il valore può apparire stabile. Se emergono problemi finanziari, la perdita può diventare visibile attraverso una svalutazione, una ristrutturazione o un mancato rimborso.

Il Financial Stability Board richiama valutazioni meno frequenti, trasparenza limitata e più livelli di leva. Segnala anche un maggiore utilizzo, in alcuni casi, degli interessi payment-in-kind: l’impresa non paga subito in contanti, ma aggiunge gli interessi al debito futuro. (Financial Stability Board, maggio 2026)

Il caso BlackRock e il problema dei rimborsi

Un esempio recente aiuta a capire la differenza tra valore del fondo e liquidità disponibile.

Nel terzo trimestre gli investitori hanno chiesto di ritirare circa l’11,5% del capitale dall’HPS Corporate Lending Fund di BlackRock. Il fondo riacquisterà però soltanto il 5% delle quote, cioè il limite ordinario previsto dalla sua struttura. Le richieste erano comunque diminuite rispetto al trimestre precedente, quando avevano raggiunto il 13,3%. (Reuters, 11 settembre 2026)

Questo dato non dimostra che il fondo sia insolvente e neppure che i suoi prestiti siano necessariamente in perdita. Dimostra una cosa più semplice: poter chiedere il rimborso non significa avere la certezza di ricevere subito tutto il denaro.

Il limite protegge il fondo dal rischio di dover vendere in fretta prestiti difficili da negoziare. Per l’investitore, però, significa restare esposto più a lungo di quanto desiderato.

Hedge fund e private credit a confronto

DomandaHedge fundPrivate credit
Da dove arriva il rendimento?Dalle decisioni del gestore e dai movimenti dei mercatiDagli interessi pagati dalle imprese
Quando diventano visibili le perdite?Spesso rapidamente, attraverso i prezzi di mercatoTalvolta più lentamente, attraverso nuove valutazioni o insolvenze
È possibile ritirare il capitale?Dipende da lock-up e finestre di rimborsoSpesso il capitale è bloccato o i rimborsi sono limitati
Qual è il rischio principale?Errori del gestore, leva e posizioni troppo affollateInsolvenze, valutazioni incerte e scarsa liquidità
Quando può essere utile?Per cercare fonti di rendimento diverse dai normali indiciPer ottenere reddito e investire con un orizzonte lungo

Quale dei due è migliore?

Non esiste una risposta valida per tutti.

Un hedge fund può essere utile per diversificare attraverso una gestione attiva, se si accettano costi, complessità e possibili perdite rapide.

Il private credit può avere senso per chi cerca reddito e può mantenere il capitale investito per anni senza averne bisogno per spese impreviste.

Prima di scegliere, un investitore dovrebbe chiedere:

  1. Quando posso recuperare il capitale?
  2. Che cosa succede se molti investitori chiedono il rimborso insieme?
  3. Chi stabilisce il valore degli investimenti e con quale frequenza?
  4. Quanta leva utilizza il fondo?
  5. Quali sono tutte le commissioni?
  6. Quanto potrei perdere in uno scenario negativo realistico?

Il punto di vista di Investire Hub

Gli investitori istituzionali non stanno decretando la fine del private credit. Stanno tornando ad attribuire più valore alla flessibilità e alla liquidità.

Il punto centrale non è scegliere tra un investimento “volatile” e uno “stabile”. Un hedge fund mostra spesso il rischio più velocemente; il private credit può mostrarlo con ritardo. In entrambi i casi, il rischio esiste.

La bassa volatilità non deve diventare un’illusione di sicurezza. Immobilizzare il capitale è razionale soltanto se il rendimento compensa l’illiquidità e l’orizzonte è abbastanza lungo.

Più che inseguire lo strumento che ha funzionato meglio di recente, occorre comprendere come produce rendimento, quando può perdere e in quali condizioni restituisce il capitale. È questa la distinzione che conta davvero per il portafoglio.

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Il contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce una raccomandazione d’investimento.

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