Pomeriggio di cauta ripresa per i listini del Vecchio Continente, sostenuti dalla pausa concessa da Washington nei raid sull’Iran e dal conseguente raffreddamento del petrolio. Piazza Affari, però, fatica a tenere il passo dei competitor europei, mentre l’attenzione degli operatori si sposta progressivamente oltreoceano: domani sera arriva la trimestrale di Nvidia, l’appuntamento che probabilmente deciderà l’umore del comparto tecnologico per le prossime settimane.

Foto delle 14:29 (MarketScreener)
Europa in rialzo, Milano in zona di consolidamento
Secondo i dati riportati da Teleborsa, intorno a metà giornata il FTSE MIB si muoveva sostanzialmente in parità a quota 48.676 punti, in netto ritardo rispetto a Francoforte (+1,16%), Parigi (+0,70%) e Londra (+0,49%). Una divergenza che sembra spiegabile più con la composizione settoriale del listino milanese — molto esposto al settore bancario e a quello difensivo — che con un effettivo deterioramento del sentiment.
Lo spread BTP-Bund si è leggermente compresso fino a 74 punti base, con il rendimento del decennale italiano che si attesta al 3,90%. Un dato che, salvo sorprese, sembra confermare la tenuta della fiducia degli investitori sul debito italiano, almeno nel breve termine.
Avio prende il volo: il satellite SMILE accende il titolo
Il vero protagonista della seduta milanese è Avio. Il titolo del gruppo aerospaziale di Colleferro, secondo le rilevazioni di MilanoFinanza, è arrivato a guadagnare oltre il 5%, intorno ai 31,57 euro per azione, sulla scia del successo del lancio del satellite scientifico SMILE (Solar wind Magnetosphere Ionosphere Link Explorer), realizzato in cooperazione tra Agenzia Spaziale Europea e Accademia Cinese delle Scienze.
Si tratta della prima missione spaziale congiunta Europa-Cina e, soprattutto, del primo volo del vettore Vega C con Avio nel ruolo di launch service operator. Un passaggio che, secondo l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo, potrebbe portare a una probabile revisione al rialzo della guidance 2026, con rating “buy” confermato e target price a 47 euro. Considerando che il titolo viaggia oggi sotto i 32 euro, il margine teorico di apprezzamento appare significativo, sebbene resti da capire se la traiettoria operativa giustificherà nel tempo le ambizioni indicate dagli analisti.
Petrolio in flessione, ma la prudenza resta d’obbligo
Il barile di Light Sweet Crude Oil scambia attorno ai 103,3 dollari, in calo dell’1% circa, mentre il future sul Brent — riporta MilanoFinanza — perde l’1,4% scendendo a 110,50 dollari. La discesa appare collegata alla decisione del presidente Trump di sospendere i raid sull’Iran in attesa dei colloqui di pace. Teheran, però, ha posto condizioni piuttosto onerose: revoca delle sanzioni, sblocco dei fondi congelati, fine del blocco marittimo e ritiro delle forze statunitensi dalle aree limitrofe.
Difficile, allo stato attuale, prevedere come evolverà la trattativa. Il mercato sembra scontare uno scenario di tregua tecnica, ma uno scivolone diplomatico potrebbe rapidamente riportare le quotazioni del greggio oltre i 110 dollari. Non a caso S&P Global Ratings, secondo quanto riferito da Il Sole 24 Ore, ha avvertito che il combinato disposto tra caro energia e conflitto potrebbe spingere il tasso di default sull’high yield europeo verso il 5%.
Bancari e M&A: il fronte Unicredit-Commerzbank
Sul fronte M&A continua a tenere banco la partita Unicredit-Commerzbank. L’istituto guidato da Andrea Orcel è salito al 38,9% del capitale della banca tedesca, ma Francoforte ha ribadito di considerare poco realistiche le sinergie indicate dall’offerta, lasciando però una porta socchiusa nel caso di un miglioramento dell’offerta. Un dossier che probabilmente accompagnerà l’estate dei mercati finanziari europei.
Bene anche Mediobanca e Mps, con il comparto bancario italiano che continua a beneficiare di un quadro di tassi ancora favorevoli.
Wall Street: futures in rosso, occhi su Nvidia
I futures sull’S&P 500 cedono lo 0,30%, in una giornata che vede prese di profitto sul comparto tech dopo settimane di rally. Nvidia, alla vigilia della trimestrale attesa per mercoledì 20 maggio, ha chiuso ieri a 222,75 dollari. Le attese del consenso, secondo i dati raccolti da Investing.com, indicano ricavi vicini ai 79 miliardi di dollari e un utile per azione intorno a 1,75 dollari.
Il punto non è tanto se Jensen Huang batterà le stime — è ciò che è accaduto in pressoché tutti gli ultimi trimestri — ma se la guidance sarà sufficientemente robusta da giustificare i multipli attuali. Con un’esposizione del comparto semiconduttori sull’S&P 500 che, secondo 24/7 Wall Street, ha toccato il 18% (più del doppio del picco della bolla dotcom), il rischio di una reazione “buy the rumor, sell the news” appare tutt’altro che remoto. Eventuali aperture sui rapporti USA-Cina, accennate da Huang nei giorni scorsi sui chip AI, potrebbero invece offrire un nuovo catalizzatore positivo.
Cosa aspettarsi nelle prossime ore
Il pomeriggio resta dominato dal newsflow geopolitico. In assenza di sorprese dal fronte Medio Oriente, le Borse europee potrebbero chiudere la seduta in territorio positivo, con Milano probabilmente attardata dal mix settoriale. Le valute si muovono con cautela: l’euro tratta a 1,1636 sul dollaro (-0,13%), mentre lo yen scivola a 159 contro il biglietto verde.
L’attenzione domani si sposterà sui dati macro statunitensi e, soprattutto, sulla conference call di Nvidia. Per chi opera con un orizzonte di medio periodo, il consiglio implicito che arriva dal mercato è di non esporsi eccessivamente prima di un evento che potrebbe ridefinire il sentiment sull’intero comparto tecnologico globale.